Elezioni anticipate? Macchè il  9 Dicembre al Senato finirà a tarallucci e vino

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(di Francesco Matera) Una sorta di terremoto sta scuotendo dall’interno il M5S, quattro europarlamentari hanno annunciato l’addio, Ignazio Corrao, Eleonora Evi, Rosa d’Amato e Piernicola Pedicini, sarebbero della corrente di Alessandro Di Battista. I quattro ex grillini sostengono che “l’aria dentro il Movimento è diventata irrespirabile e gli spazi di confronto interni del tutto azzerati. La rottura –  precisano – è dettata dall’impossibilità di far rispettare il nostro programma elettorale. Siamo fermi, non possiamo lottare contro i mulini a vento”.

Il motivo principale del malcontento tra le fila dei pentastellati è dovuto al via libera dato dall’Italia alla riforma del Mes – il Meccanismo Europeo di Stabilità. Il ministro dell’Economia, Gualtieri qualche giorno fa aveva sciolto la riserva italiana direttamente presso l’Eurogruppo, il consesso dei ministri dell’economia del 19 Paesi comunitari aderenti alla moneta unica. Ora però occorre un passaggio parlamentare, il 9 dicembre prossimo Giuseppe Conte darà le necessarie comunicazioni sulla riforma del Mes.

Un appuntamento, però, che si preannuncia ad alta tensione perché al Senato il governo non riesce ad avere i numeri necessari per dimostrare una  maggioranza coesa sulla riforma del Mes, in forse ci sarebbero i voti di 15 grillini. La maggioranza può ad oggi contare su  156 voti favorevoli su 161 necessari, così distribuiti: Pd (35), Italia Viva (18), M5S (77), LeU (5), Autonomie (8), Misto (10), Idea-Cambiamo (3).

Al di là dei numeri dei voti che non sono vincolanti per la risoluzione Mes, la vera questione è la tenuta delle varie anime della maggioranza duramente messe alla prova dai veti incrociati dei singoli partiti.

La situazione è così critica che è dovuto scendere in campo direttamente il Quirinale che, tramite le righe dei maggiori giornali italiani, fa sapere che in caso di problemi numerici al Senato il 9 dicembre prossimo l’unica strada sarà quella delle elezioni anticipate. Una specie di “doccia fredda” per una  parte di grillini e non solo loro che puntano a rimanere ancorati alle comode poltrone delle due Aule parlamentari. In molti sono quelli che si sono adagiati sugli allori grazie al paradigma che non si può andare a votare per via dell’emergenza sanitaria in corso, della trattativa con l’Europa sul Recovery Fund e della presidenza italiana al prossimo G20.

In caso di elezioni anticipate crollerebbe la già flebile affidabilità del nostro Paese nei confronti dell’Europa, proprio in un momento cruciale per l’economia dell’Ue per via dell’approvazione del Bilancio 2021-27 al quale, come noto, sono ancorati anche i fondi del Recovery Fund.

A questo punto l’eventualità delle elezioni anticipate fatta circolare dal Quirinale tra le redazioni dei maggiori quotidiani nazionali, suona più come un monito a quei quindici grillini dissidenti rendendoli così colpevoli della disfatta del governo e del Paese.  

E’ facile prevedere, quindi, che il 9 dicembre prossimo al Senato della Repubblica finirà a “tarallucci e vino”.

Elezioni anticipate? Macchè il 9 Dicembre al Senato finirà a tarallucci e vino

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