Il libro che Trump non vuole far pubblicare: “The Room Where It Happened”

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John Bolton, già consigliere per la sicurezza nazionale di Trump ha scritto il libro scandalo “The Room Where It Happened”, la memoria del suo  delicato incarico ricoperto quando sedeva al fianco del presidente Trump nella stanza dei “bottoni” da aprile a settembre dell’anno 2019. Verrà pubblicato martedì prossimo. Il presidente Trump ha invocato l’intervento della Giustizia perchè i contenuti del libro rivelerebbero attività di intelligence “secretate” in grado di compromettere la sicurezza nazionale.

A sostenere la tesi del tycooon anche il direttore della più grande agenzia di spionaggio americana che, in una nota, sostiene il libro di John Bolton  in grado di compromettere in modo grave  alcuni i segreti dell’intelligence.

La Casa Bianca ha fatto causa a Bolton poiché non avrebbe sottoposto il testo alle necessarie verifiche  pre-pubblicazione da parte di funzionari governativi. Il team legale del presidente Trump afferma inoltre che, se pubblicato, il libro danneggerebbe aree critiche della sicurezza nazionale degli Stati Uniti.
Mercoledì scorso, la posizione della Casa Bianca sul libro è stata confermata anche dal direttore dell’Agenzia per la sicurezza nazionale, il generale Paul M. Nakasone. In una dichiarazione giurata firmata presso il tribunale distrettuale degli Stati Uniti a Washington, il generale Nakasone, nominato consulente legale del Consiglio di sicurezza nazionale, ha  affermato la necessità di rivedere “una parte” del libro di Bolton, perchè rivelerebbe  “informazioni classificate” di alto livello, “top secret”.
Secondo l’affidavit del Gen. Nakasone, “la compromissione  di queste informazioni potrebbe comportare la perdita permanente di una preziosa fonte SIGINT e causare danni irreparabili a tutta l’architettura SIGINT degli Stati Uniti“.

SIGINT si riferisce all’attività di raccolta di  informazioni dell’intelligence mediante l’intercettazione dei segnali di comunicazione scambiati oralmente tra le persone o mediate tramite l’utilizzo di cattura tramite mezzi elettronici.
Il generale Nakasone continua affermando che la divulgazione non autorizzata delle informazioni contenute nel libro di Bolton potrebbe “ragionevolmente causare danni eccezionalmente gravi” alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

Si incrinerebbero “le relazioni statunitensi e alleate”. Il direttore della NSA non specifica in dettaglio il danno preciso che le rivelazioni di Bolton potrebbero causare alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti, affermando solo che le informazioni comprometterebbero una “capacità” di raccolta di informazioni che “comportano significativi investimenti di personale e denaro”.
Accanto all’affidavit del generale Nakasone, il Dipartimento di Giustizia ha presentato mercoledì un esposto  di emergenza, per cercare  di bloccare la pubblicazione del libro di Bolton per motivi di sicurezza nazionale.

Il libro che Trump non vuole far pubblicare: “The Room Where It Happened”