Ilva, al vaglio le proposte del governo tra ripristino immunità e 2200 in cassa integrazione

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Uno spiraglio si intravede nella trattativa governo ArcelorMittal. L’Ilva ad un passo dal baratro inizia a intravedere una flebile luce di speranza. I paletti messi sul tavolo della trattativa sono inamovibili: no ai 5mila esuberi strutturali dichiarati da ArcelorMittal e rispetto degli impegni sul piano industriale e ambientale, con una spinta sulla transizione per la decarbonizzazione.

Ai paletti fissi la contropartita proposta si incentra su tre possibili concessioni: coinvolgere società pubbliche, il ripristino dell’immunità legale e la revisione del canone di affitto. Domani l’incontro tra il governo e Lakshmi e Aditya Mittal.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha così commentato l’incontro: “Porterò al signor Mitrai la determinazione di un presidente del Consiglio che rappresenta un Paese del G7, dove si rispettano le regole e dove non ci si può sedere, firmare un contratto dopo una procedura di evidenza pubblica e dopo qualche mese iniziare l’attività di dismissione per andare via. Mi auguro che possa capire e assumere un atteggiamento ben diverso rispetto a quello dell’incontro precedente“.

Uno dei nodi principali da sciogliere è la questione del ritiro della dichiarazione sugli esuberi di 5mila unità e Patuanelli al riguardo dice: “se i Mittal vogliono tornare al tavolo devono fare il primo passo“. Si potrebbe raggiungere un accordo di massima per dimezzare a 2200 unità gli esuberi da coprire con l’istituto della cassa integrazione. Il governo, al riguardo, scrive il Sole 24Ore insiste soprattutto perché il numero includa quasi 1400 lavoratori oggi già in cassa integrazione. Altra soluzione potrebbe essere  sempre con ricorso alla cassa integrazione, di trasferire tale personale sotto la parte Ilva  in amministrazione straordinaria per eseguire attìvità di bonifica e altri servizi.

Si starebbe pensando, infatti di istituire un Fondo straordinario per il sostegno all’occupazione, destinato proprio alla riqualificazione dei lavoratori in amministrazione straordinaria (attualmente già 1.700). Al di là dei buoni propositi anche la strada di interessare alcune partecipate statali, però, è un percorso ad ostacoli: qualsiasi tentativo dovrebbe misurarsi col fatto che si tratta di aziende quotate con core business non proprio attinente a quello dell’ex Ilva. Le proposte saranno discusse al Consiglio dei Ministri di questa sera, previsto per le ore 1900.

Ilva, al vaglio le proposte del governo tra ripristino immunità e 2200 in cassa integrazione