Italia e Francia legate dal Trattato del Quirinale

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Il presidente francese Emmanuel Macron e il premier italiano Mario Draghi hanno firmato il Trattato del Quirinale alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Un segnale importante per l’Europa, le due più grandi economie dopo quella della Germania, condivideranno progetti di ampio respiro mettendo a sistema capacità industriali, militari, nel campo della ricerca e sicurezza per competere con i colossi globali che da sempre monopolizzano i mercati transnazionali.

Un lungo preambolo e 12 articoli, con altrettanti capitoli di cooperazione tra Italia e Francia. Nel preambolo si afferma tra l’altro “l’obiettivo di un’Europa democratica, unita e sovrana per rispondere alle sfide globali che le Parti si trovano ad affrontare“. Draghi parla di “momento storico” delle relazioni tra i due Paesi definendo “inevitabile” una revisione delle regole di bilancio Ue. Draghi annuncia anche che “almeno una volta ogni trimestre un ministro italiano partecipera’ a un consiglio dei ministri del governo francese e viceversa”. Macron, creeremo una visione geopolitica comune. Sarà istituito un servizio civile italo-francese, un comitato di cooperazione transfrontaliero e afferma Macron: “riconosciamo la necessita’ di una politica di gestione dei flussi migratori condivisa dall’Ue”.

Sullo sfondo, però, ci sono tanti dossier caldi, c’e’ il confronto sull’acquisizione di Tim da parte del fondo usa Kkr che scalzerebbe i francesi di Vivendi’, ma anche la possibile cessione della Oto Melara ad un consorzio franco-tedesco. La proposta del fondo americano Kkr, se dovesse concretizzarsi in un’Opa, scalzerebbe i francesi di Vivendi, la societa’ controllata dalla famiglia Bollore’ che attualmente ha il 23,75% della compagnia telefonica. Certo Macron e’ portato naturalmente a difendere gli interessi di un’azienda francese, ma il dossier – come hanno riportato alcune media d’oltralpe – e’ complicato dal fatto che i rapporti con Vincent Bollore’ non sono idilliaci visto che quest’ultimo viene considerato vicinissimo al suo avversario Eric Zemmour in vista delle prossime presidenziali che si tengono tra cinque mesi.

Capitolo Oto Melara. La Oto Melara e’ in vendita da parte di Leonardo, insieme all’azienda missilistica Wass. Sul tavolo ci sarebbe la proposta del consorzio franco-tedesco Knds che avrebbe offerto 700 milioni di euro, un valore piu’ alto di quello che, si vocifera , avrebbe messo sul piatto l’italiana Fincantieri (450 milioni). L’ipotesi e’ che la Oto Melara, con garanzie di mantenerne l’italianita’, vada a Knds mentre la Wass sarebbe destinata Fincantieri. Da parte italiana l’interesse sarebbe quello di Leonardo di essere la terza parte del consorzio entrando cosi’ anche nelle commesse che questo attiva. Wass invece andrebbe a Fincantieri.

Capitolo Fincantieri. La joint venture 50/50 Naviris tra Fincantieri e la francese Naval Group nel settore militare andrà avanti. Di recente Naviris ha anche aperto alla spagnola Navantia per il programma della Europea Patrol Corvette. Invece l’accordo con la ex Stx e’ naufragato nel gennaio 2021 quando i due governi di comune accordo decisero di non andare avanti nell’iter prima ancora che si pronunciasse l’Ue.

Capitolo Carrefour. La multinazionale francese della grande distribuzione organizzata Carrefour Italia ha formalizzato ai sindacati la procedura di licenziamento collettivo annunciata nelle scorse settimane nell’ambito del confronto attivato tra le Parti sul Piano Aziendale 2022. Sono 769 i lavoratori coinvolti dalla procedura di riduzione del personale in 9 Regioni.

Banche. L’Unione bancaria e’ tra i dossier che saranno inseriti nel trattato del Quirinale. Il governatore francese, in attesa di riconferma, Francois Villeroy non ha firmato, unico tra i grandi paesi Ue, l’appello delle autorita’ di vigilanza per introdurre rapidamente i nuovi requisiti di capitale per le banche. L’Italia ha invece firmato.

Euronext. Non e’ un dossier solamente francese. Ma la borsa di Parigi e’ tra quelle che guidano il gruppo che ha acquistato Borsa Italiana e nel quale e’ entrato anche Cdp. Le polemiche si sono concentrate sulla sede della societa’, che ora – ha spiegato il francese Ste’phane Boujnah che guida il gruppo come Ceo e presidente in una recente audizione parlamentare- rimane in Olanda. I nodi erano anche quelli della governance, che sempre si scaldano quando e’ necessario scegliere le persone negli snodi principali. Le nomine di Borsa italiana e di Mts – che e’ la piattaforma dove si scambiano i titoli di stato – sono state definite recentemente.

Nucleare. E’ uno dei punti su cui francesi hanno spinto di piu’ in Europa, per inserire anche l’energia nucleare tra quelle da considerare per accompagnare la transizione in sostituzione del carbone. Partita sulla quale i francesi non sono riusciti a spuntarla e sulla quale certamente cercano alleati.