La legge Pinotti sulla Difesa approda al Senato. Tante le novità: carica triennale  ai Capi di FA/SMD e i generali li promuove la nuova Commissione Avanzamento Interforze

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(di Mario Galati) In questo mese è stato presentato al vaglio della conferenza dei capigruppo del Senato il DDL S n. 650. su “Riorganizzazione dei vertici del Ministero della difesa e delle relative strutture. Deleghe al Governo per la revisione del modello operativo delle Forze armate, in materia di personale delle Forze armate, nonché per la riorganizzazione del sistema della formazione”. Si tratta di un progetto di legge fortemente voluto e presentato dal già ministro della difesa, Roberta Pinotti nel lontano 2018 che ricalca a grandi linee i contenuti del Libro bianco per la sicurezza internazionale e la difesa. Il documento è in attesa della successiva “calendarizzazione” al Senato per l’inizio della discussione parlamentare, dopo un ulteriore passaggio alla Commissione Difesa. 

Le novità più interessanti: la nuova figura di Direttore Nazionale degli Armamenti e della LogisticaDNAL-, un nuovo sistema ordinativo per favorire la  formazione a livello interforze, la durata massima, fissata in tre anni, per la carica dei vertici delle forze armate e del capo dello stato maggiore della difesa, la previsione di una legge per la spesa pluriennale della Difesa e la riforma delle commissioni avanzamento per gli Ufficiali, ci sarà  una commissione avanzamento superiore interforze per la promozione dei nostri generali, presieduta dal capo di stato maggiore della difesa.

Il Capo di SMD non è più scelto tra i Capi di Stato Maggiore di FA e SGD/DNA

Il Capo di stato maggiore della difesa, recita il DDL, è scelto tra gli ufficiali in servizio permanente di grado non inferiore a quello di generale di corpo d’armata dell’Esercito italiano, di ammiraglio di squadra della Marina militare e di generale di squadra aerea dell’Aeronautica militare, ed è nominato con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della difesa.

La carica del Capo di SMD e Capi di F.A. è triennale senza alcuna proroga o rinnovo

Gli ufficiali generali o ammiragli nominati Capi di stato maggiore della difesa o di Forza armata, il Comandante generale dell’Arma dei carabinieri e il Direttore nazionale degli armamenti e responsabile per la logistica durano in carica tre anni senza possibilità di proroga o rinnovo. Al termine del mandato, qualora il personale di cui al primo periodo non abbia raggiunto i limiti di età previsti per il grado, può esserne disposto, a domanda, il collocamento in congedo da equiparare a tutti gli effetti a quello per raggiungimento dei limiti di età, con riconoscimento, in aggiunta a qualsiasi altro istituto spettante, del trattamento pensionistico e dell’indennità di buonuscita che sarebbero spettati in caso di permanenza in servizio fino al limite di età, compresi gli eventuali aumenti periodici e i passaggi di classe di stipendio.

Nel 2018 vennero così spiegati i cambiamenti previsti per il Dicastero. Il presente disegno di legge è inteso ad avviare il processo di implementazione normativa del progetto di riforma strutturale e organizzativa del Ministero della difesa e, in particolare, dello strumento militare, attuando alcune delle indicazioni tracciate dal Libro bianco per la sicurezza internazionale e la difesa, approvato dal Consiglio supremo di difesa il 21 aprile 2015 e presentato alle Commissioni riunite e congiunte di Esteri, Difesa del Senato e della Camera. Come enunciato dal Libro bianco per la sicurezza internazionale e la difesa, il progetto di riforma è inteso a delineare, con una prospettiva di medio termine, lo strumento militare che possa meglio assolvere i compiti di sicurezza internazionale e di difesa, individuando al contempo il modello di governance e di conseguente organizzazione che possa garantire la rispondenza a moderni criteri di efficacia, efficienza ed economicità.

A tal fine, sono individuati quattro ambiti di intervento:

PRIMO. La revisione della governance, con l’obiettivo di ridurre il livello di risorse umane e finanziarie necessarie per le funzioni di direzione e supporto, a parità di capacità operative esprimibili, consentendo una più efficace direzione politica e un’azione armonica e sinergica delle diverse componenti dello strumento militare, da attuare secondo i seguenti principi:

-organizzazione per funzioni strategiche – direzione politica, direzione strategico-militare, generazione e preparazione delle forze, impiego delle forze e supporto alle forze – eliminando ogni duplicazione e accorpando le unità che svolgono le medesime funzioni;

– unicità di comando, al quale è affiancato il principio della direzione centralizzata ed esecuzione decentrata, con l’obiettivo di realizzare una più efficace direzione politico-militare e strategico-militare della Difesa e una gestione unitaria dei processi di pianificazione, acquisizione e impiego delle capacità e del supporto integrato;

– efficienza ed economicità di funzionamento, che rappresentano gli obiettivi principali dell’azione riformatrice;

SECONDO. l’adeguamento del modello operativo, mediante:

– il passaggio da una visione interforze delle Forze armate ad una maggiore integrazione fra le varie componenti, nel rispetto degli specifici domini di azione;

– l’eliminazione delle duplicazioni organizzative e funzionali;

– la riduzione dei livelli gerarchici e la semplificazione delle procedure;

– il rafforzamento delle capacità operative dello strumento militare con quelle delle organizzazioni internazionali di riferimento;

TERZO. Il personale militare, al fine di incrementare l’efficienza e l’efficacia operativa delle Forze armate mediante:

– la rimodulazione della ripartizione degli organici tra le diverse categorie di personale, da realizzare mediante un incremento della aliquota di personale a tempo determinato e un proporzionale decremento di quella del personale in servizio permanente, in modo da assicurare la graduale diminuzione dell’età media dei militari in servizio, ferme restando le dotazioni organiche complessive fissate a 150.000 unità;

– l’abbassamento dell’età massima per il reclutamento dei volontari in ferma prefissata e la revisione del sistema delle ferme;

– l’incremento delle misure per agevolare la ricollocazione nel mondo del lavoro del personale delle Forze armate congedato;

– la revisione del sistema di avanzamento degli ufficiali ai gradi di generale;

– la revisione del quadro giuridico in materia di impiego in ambito interforze, internazionale e presso altri Dicasteri;

– la revisione del sistema delle indennità d’impiego operativo.

QUARTO. La politica scientifica, industriale e di innovazione tecnologica della Difesa nell’ambito delle relative attribuzioni, con l’introduzione di modelli organizzativi che assicurino una collaborazione ad ampio spettro tra la Difesa, l’industria e il mondo universitario e della ricerca. Attraverso il progetto di riforma lo strumento militare risulterà più allineato con quelli degli altri principali paesi europei e questo favorirà una maggiore collaborazione nel campo della sicurezza e difesa europea. La possibilità di un confronto e di una collaborazione su basi più omogenee è già di per sé un valore aggiunto perché ridurrà le attuali distanze, realizzando: strutture operative, assetti organizzativi, iter formativi più simili ai maggiori partner; definizione comune dei requisiti; programmi collaborativi di ricerca, sviluppo e produzione. La nuova Difesa dovrà, quindi, essere più europea, pur rimanendo profondamente italiana, nella consapevolezza che una maggiore efficienza del nostro strumento militare rappresenta anche il nostro contributo alla costruzione di una sicurezza e difesa più europea.

LE ALTRE NOVITA’

Legge di spesa pluriennale. Molto interessante questa novità assoluta che equipara la nostra Difesa, per quanto riguarda il “procurement”, alle forze armate anglosassoni. Attribuzione al Ministro della difesa del compito di proporre, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro dello sviluppo economico, un disegno di legge di spesa pluriennale per il finanziamento sessennale dei programmi di interesse della Difesa. In particolare la previsione di una legge di spesa pluriennale per il finanziamento sessennale si propone di assicurare una programmazione nel lungo termine, comunque rivedibile con cadenza triennale ed inserita nell’ambito della programmazione finanziaria nazionale, garantendo attraverso il pieno coinvolgimento del Parlamento la stabilità delle risorse e, di conseguenza, una corretta pianificazione dei programmi di spesa. In conseguenza della creazione della figura del Direttore nazionale degli armamenti e responsabile per la logistica (il nuovo DNAL).

I generali verrano nominati dalla commissione avanzamento superiore interforze. Le misure di intervento nell’ambito dell’avanzamento degli ufficiali si riassumono come di seguito:

riduzione del numero delle commissioni di vertice – attualmente quattro, una per ciascuna Forza armata – mediante unificazione in una commissione unica interforze, caratterizzata dalla compresenza dei vertici dell’area interforze e dei vertici della Forza armata di appartenenza del valutando;

– ampliamento della competenza della commissione unica interforze con estensione ai generali di brigata e gradi corrispondenti – attualmente la competenza delle commissioni di vertice è limitata alla valutazione dei generali di divisione e gradi corrispondenti;

– conseguente modificazione della competenza delle commissioni superiori di avanzamento (attualmente riferita alla valutazione degli ufficiali aventi grado da tenente colonnello a generale di brigata e gradi corrispondenti) con limitazione ai gradi di tenente colonnello e colonnello e gradi corrispondenti.

Rispetto alle attuali commissioni di vertice composte da ufficiali della Forza armata a cui appartiene il valutando e presiedute dal Capo di stato maggiore della difesa, la composizione della nuova commissione unica interforze presenta il rafforzamento della componente di vertice interforze bilanciato dalla prevalenza numerica della componente di vertice di Forza armata.

La legge Pinotti sulla Difesa approda al Senato. Tante le novità: carica triennale ai Capi di FA/SMD e i generali li promuove la nuova Commissione Avanzamento Interforze