La testa di Siri per Flat Tax e autonomie

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Il premier Giuseppe Conte  lunedì notte ha incontrato il sottosegretario leghista Siri e da Tunisi ha detto: «Siamo nel pieno di un percorso, la mia giacca non si lascia tirare più di tanto».  Conte ne ha parlato con Matteo Salvini durante il volo per Tunisi dove Luigi Di Maio era già atterrato la sera prima. Salvini sa che la vicenda si concluderà con un passo indietro di Siri, per motivi di opportunità. Matteo Salvini, nel frattempo, inizia a dare la linea della campagna elettorale: «È obbligatorio realizzare la Flat Tax al più presto per imprese, lavoratori e famiglie, come da contratto di governo, senza dubbi o ritardi». Conte in risposta ha detto: «Non è il momento di parlare di riforma fiscale», ha commentato il premier, sottolineando che il governo in autunno sarà impegnato con la manovra

Matteo Salvini non ci sta e dopo il Consiglio dei Ministri ha detto: «La riforma fiscale va fatta, è un obiettivo di tutto il governo, punto qualificante del contratto».

Gli fa eco Di Maio che però ci tiene a precisare  che la priorità resta la sterilizzazione degli aumenti Iva: «Flat tax? Io non voglio aumentare l’Iva. Per me va bene, sono progetti che stavamo portando avanti e che porteremo avanti. Ma sia chiaro che non si fa nulla aumentando l’Iva. Tutto il resto è nel contratto e si deve fare».

L’argomento Flat Tax, secondo la Lega, entrerà sui tavoli di lavoro subito dopo le europee del 26 maggio. Ma sull’Autonomia di Veneto e Lombardia invece si potrebbe procedere subito.

Probabilmente la testa del sottosegretario Siri costituirà la spinta per Salvini per imprimere vigore alla Flat Tax e alle Autonomie, le due nuove carte considerate “vincenti” per la campagna elettorale per le europee. Siri dal canto suo sostiene l’innocenza, ma farebbe un passo indietro, ovvero di lato per favorire la vittoria della Lega il prossimo 26 maggio ed ambire a futuri incarichi.

 

La testa di Siri per Flat Tax e autonomie

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