Ma è Mare Nostrum?

Views

(di Maurizio Giannotti) Ogni giorno che passa la situazione generale dell’Italia si aggrava sempre più e questo avviene in netto contrasto con le affermazioni di uscita dal tunnel, ripresa e rilancio del paese sbandierate dagli attuali politici che cercano inutilmente di rasserenarci.

Contrariamente a quello che in tanti nel mondo pensano, gli italiani non sono superficiali e il popolo tutto ha una percezione esatta di ciò che sta accadendo nonostante i tentativi dei politicamente corretti nostrani e di buona parte dell’informazione di rappresentarci  la realtà attraverso lenti distorcenti di vario genere.

In Italia sono tutti consapevoli che il paese non è solo storia, belle arti, genio imprenditoriale, bellezze naturali, alimentazione eccellente, etc.. ma anche e soprattutto è  il  centro di un’area geografica a dir poco molto complessa e delicata.

Negli anni ’80  l’ATLANTE STRATEGICO di Chaliand e Rageau  ha offerto per la prima volta in modo semplice e sintetico una visione geopolitica dei rapporti di forze nel mondo di allora.

Dalla rappresentazione geografica emerge chiara la percezione della sicurezza dell’Italia sia post II Guerra Mondiale sia  dopo l’ingresso nella NATO . Percezione concentrata in “primis” a fronteggiare la minaccia del blocco orientale soprattutto nel nord-est del paese e, dopo le crisi mediorientali e nordafricane, svolgendo un ruolo impegnativo per mantenere la stabilità e la sicurezza del Mediterraneo che ebbe il suo culmine con l’ancora più impegnativo ruolo di difesa del fianco sud della NATO e dei paese dell’allora CE (schieramento euromissili, etc..).

Dopo il dissolvimento dell’URSS la minaccia apparentemente venne meno e questo forse ha influenzato la percezione di sicurezza dell’Italia che non ha saputo prevedere le nuove forze  che, di li a poco, si sarebbero scatenate nell’area mediterranea nonostante gli avvertimenti lanciati in vari consessi  nazionali e internazionali.

L’analisi del Gen. Marco Bertolini edito da Atlantismagazine.it/ e ripreso dal sito congedati folgore http://www.congedatifolgore.com/it/geopolitica-spietata-lucida-analisi-di-marco-bertolini/  ci spiega chiaramente  come stanno le cose oggi, iniziando così:

Italia e “Comunità Internazionale” – analisi di una crisi

Attorno a noi, nell’area euromediterranea della quale rappresentiamo il centro, il punto nel quale dalla società romana prima e cristiana poi è nata l’idea stessa di occidente, si stanno verificando crisi di portata epocale che consegneranno ai nostri figli un mondo diverso e molto più difficile e pericoloso di quello nel quale abbiamo vissuto noi, figli della guerra e spettatori della guerra fredda.

 E’ una realtà che ormai si sta imponendo alla consapevolezza generale, anche se spesso prevale la tentazione di limitarsi a una microanalisi delle singole situazioni di crisi, nell’illusione di venirne a capo. Così facendo, però, si perde la visione d’insieme di quello che continua a riproporsi come il solito scontro tra gli interessi statunitensi e russi, di antica memoria, che non ci lascia che il ruolo rassegnato delle comparse, e spesso delle vittime, delle frizioni tra i due giganti.

 Questa situazione è particolarmente pericolosa per un paese come l’Italia, esposto geograficamente come nessun altro e che nonostante questo pare avere optato entusiasticamente per il rifiuto di individuare “originali” interessi nazionali da difendere. Al contrario, preferisce di norma appiattirsi su quelli di una Comunità Internazionale (CI) volubile, volatile e difficilissima da definire. 

Assistiamo ad una crescita della conflittualità in ogni parte del globo, si tratta di operazioni belliche asimmetriche e sempre più spesso scatenate dal terrorismo  piuttosto che da dispute di altra natura, una crescita che può facilmente sfociare in qualcosa di più grande e drammatico.

Secondo autorevoli specialisti del settore, solo riguardo al Mediterraneo, le aree più critiche che ci riguardano da vicino saranno nei prossimi anni ancora  il Medio Oriente con ripercussioni  in qualche paese del Nord Africa.

Se così dovesse essere e sembra proprio che lo sia, è indispensabile che l’Italia, per il bene del proprio popolo, vari al più presto  una politica di Difesa & Sicurezza come non ha mai fatto prima respingendo gli ambigui diktat che una certa comunità internazionale oramai ben individuabile vorrebbe continuare ad imporci per soddisfare i propri interessi .

Per meglio capire basta riflettere sul problema dei migranti, sulla delocalizzazione di un sempre maggior numero di nostre medie e piccole imprese all’estero , alla cessione di intere aziende o rami strategici di esse a gruppi stranieri, sull’emarginazione da importanti partenariati internazionali, etc..

Riguardo ai migranti è triste vedere che nonostante i tanto sbandierati accordi con i paesi dell’altra sponda del Mediterraneo e con ONG armatrici, costoro continuano a sbarcare  e a stanziare tutti in Italia alla faccia delle quote di ricollocazione da nessuno accettate e rispettate in UE; ovviamente ospiti ben mantenuti e pasciuti dallo stato italiano, coccolati da organizzazioni caritatevoli e-o da filantropiche onlus.

Oramai tutti  hanno sotto gli occhi il degrado delle città dovuto soprattutto alla crescita del malaffare , allo spaccio di sostanze stupefacenti, alla prostituzione dilagante, all’importazione di nuove efferate organizzazioni criminali, alla totale mancanza di rispetto per il bene comune, al rifiuto o al disinteresse  di praticare elementari norme igieniche con conseguente diffusione di infezioni e nuove patologie, etc..

Il rischio che questa situazione esploda è altissimo e quelli che ancora credono nello stellone italico devono capire che da tempo la sicurezza dell’Italia non è più garantita come un tempo dagli USA.

E’ duro doverlo ammettere, specialmente per chi ha creduto o ancora crede in questa UE, ma l’Italia oggi è isolata di fronte a questi pesanti condizionamenti e si trova in mezzo al Mediterraneo che è l’epicentro di equilibri internazionali che coinvolgono tre continenti con qualche problemino.

Nel libro Obiettivo Mediterraneo di Piero Baroni (1989) l’autore riporta : …Il Capo di Stato Maggiore della Marina (Amm. Sergio Majoli) nelle sue conclusioni ha ricordato quanto l’Ammiraglio  Alfred Mahan scriveva  nel 1902 : “Il Mediterraneo apparterrà ad un solo padrone … o sarà teatro di un conflitto permanente”.

L’Amm. Majoli ha così concluso: “ Mi auguro che presto possano essere quantomeno avviate le azioni affinchè si realizzi la prima parte delle previsioni di Mahan e che nel Mediterraneo l’intera umanità possa ritrovare i propri legittimi titoli di possesso, affidandone la custodia e la salvaguardia a uno strumento multinazionale che,  personalmente, vedo concretamente realizzabile solo intorno alle Marine europee alleate”…

Le cose non sono andate proprio come sperava l’Amm. Majoli e oggi le navi con cui la nostra Marina Militare  deve cooperare sono soprattutto quelle armate da ONG con sede armatoriale in vari paesi europei (Italia, Germania, Francia, Spagna, Malta).

In questa situazione non sarebbe un caso che l’Italia  prima o poi sia costretta a dover fronteggiare qualche aggressione diretta e quindi qualche conflitto di discreta intensità. In questa situazione il paese, dopo aver cercato di  prevenire una tale eventualità con lo strumento politico diplomatico,  ha l’obbligo di far ricorso allo strumento militare che deve essere costantemente disponibile, affidabile, adeguato all’area di nostro diretto interesse e in grado di fronteggiare con efficacia le sfide che si profilano all’orizzonte.

E’ arrivato il momento che l’Italia rispettosamente pensi soprattutto ai propri cittadini mettendo in sicurezza i confini e gli interessi  del paese,  governando in modo attento i mutamenti in atto con una politica che permetta  il massimo controllo della situazione.

Tutto questo ha un costo e non da poco ma se teniamo ben presente la nostra posizione, le caratteristiche geografiche del Paese nel loro insieme, il know how e le tecnologie disponibili è possibile  con una spesa abbordabile, non certo con finanziamenti faraonici, adeguare in tempi anche brevi lo strumento militare alle nuove esigenze.

Si tratta di mettere in pratica raccomandazioni e regole che Sun Tzu  riporta nel suo manuale L’arte della guerra, un’impostazione oggi per noi ancora più attuale di ieri .

Si vis pacem, para bellum ….. cum grano salis

Infine, salvo imprevisti nei primi mesi del 2018 dovrebbe essere restituito al popolo italiano il diritto di voto, finalmente!!!

E’ auspicabile che questa opportunità sia finalmente colta per esprimere una classe dirigente fatta di persone capaci, dotate di profondo senso dello Stato e grande spirito di sacrificio, potrebbe sembrare un sogno, ma è di quello di cui abbiamo realmente bisogno.

Ma è Mare Nostrum?