Matassa Quirinalizie, spunta il nome della Belloni

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(di Francesco Matera) Silvio Berlusconi ha fatto un passo indietro ritirando la sua candidatura, il Pd si è messo di traverso ad ogni proposta del centrodestra rendendo così, la partita per eleggere il Presidente della Repubblica una matassa sempre più ingarbugliata. A quanto pare l’unica soluzione che potrebbe essere condivisa è quella di mettere sul colle più alto di Roma, proprio Mario Draghi, con una condizione molto vincolante: trovare un altro premier che riesca a mantenere unita una maggioranza, comunque spaccata per natura e sempre più in fibrillazione.

Ed ecco che si avanzano ipotesi, tipo dare la guida del nuovo governo ad Elisabetta Belloni, già alto funzionario della Farnesina ed oggi a capo dei servizi d’intelligence. Ma vengono valutati gli incastri del domino politico, anche con altri due candidati per il Colle, Pier Ferdinando Casini e Giuliano Amato.

Due nomi di peso ma molto controversi, Amato non verrebbe mai votato dal centrodestra mentre Casini potrebbe raccogliere i voti in maniera trasversale, anche se la Lega ha già fatto sapere di essere contraria. Casini, invece, potrebbe essere il candidato centrista di Matteo Renzi, ma e’ difficile che nasca da li’ la candidatura unitaria perché porterebbe, inevitabilmente ad una spaccatura dell’attuale maggioranza.

Viste le premesse, in molti sostengono che dovrebbe essere proprio Draghi ad indicare la linea politica, proponendo già il nominativo del suo successore, una personalità in grado di traghettare l’attuale maggioranza alle prossime elezioni di marzo 2023 e soprattutto capace di attualizzare il Pnrr italiano. Un altro tecnico? Uno al Quirinale e l’altro a Palazzo Chigi, una specie di commissariamento della classe politica italiana, il sigillo dell’inconcludenza.

Mentre oggi i grandi elettori sono a Montecitorio per il primo scrutinio, si registra lo stupore del premier per un’uscita cosi’ netta di Fi, dal momento che fino a poche ore prima i “colonnelli” assicuravano che non ci sarebbe stata nessuna preclusione. Renato Brunetta avrebbe spiegato che di Draghi non si e’ discusso nella riunione dei vertici di Fi con i ministri e i sottosegretari azzurri.

Salvini prende tempo e non fa una rosa di nomi, nell’attesa di capire se misurarsi su un candidato come Marcello Pera alla quarta votazione, con il rischio pero’ di bruciarsi, come fece Bersani con Prodi. Letta rilancia Andrea Riccardi, un profilo della societa’ civile super partes , facendo riferimento alla terna fatta circolare da Conte. E Conte, che ha fatto trapelare i suoi dubbi su Draghi, riunisce un M5s in subbuglio, dove c’e’ chi come Di Maio per il premier e’ pronto a spendersi. Dal Movimento cresce, invece, il nome di Elisabetta Belloni, come possibile presidente della Repubblica.

La vera partita deve ancora iniziare e dal cilindro della politica potrebbero uscire diverse sorprese, proprio durante l’ultima chiama.

Matassa Quirinalizie, spunta il nome della Belloni