Mercati chiusi: L’Ana ha chiesto lo stato di crisi per gli ambulanti

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Così, in un comunicato l’Associazione Nazionale Ambulanti ha reso noto la situazione  degli operatori del settore e le richieste fatte al Governo, in seguito all’emergenza nazionale causata dalla diffusione dell’epidemia da #coronavirus.

“Nei giorni in cui l’Italia è ferma per contrastare il contagio del Coronavirus bisogna prendere atto che il settore del commercio che ha sofferto più di ogni altro  l’impatto delle normative emanate dal Governo è stato sicuramente quello del commercio su aree pubbliche. Prima ancora che il Governo, con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’11 marzo, estendesse a tutta l’Italia le prescrizioni già adottate per la zona rossa e per 11 province della Lombardia e della Emilia Romagna, già molti Sindaci avevano decretato la chiusura dei mercati.

E’ successo così a Latina, come a Pomezia ed in molte città, dove paradossalmente si consentiva di mantenere aperte le strutture della Grande Distribuzione ed i Centri Commerciali, senza applicare alcuna norma precauzionale di distanza.

Sicché mentre chiudevano i mercati, scambiandoli come eventi e dunque come i concerti, molti Sindaci hanno permesso che il virus potesse espandersi nei Centri Commerciali, che sono luoghi chiusi dove era più facile contrarre il virus essendo a contatto stretto tra le varie persone.

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Ciò è dipeso sicuramente da norme e da Decreti che si sono accavallati nel corso di pochi giorni e da una confusione sui soggetti che dovevano coordinare le azioni di contrasto.

Tuttavia i mercati sono stati i primi a pagare gli effetti della crisi con le Ordinanze di chiusura dei Sindaci.

L’ANA ha interloquito più volte con la Prefettura di Latina e con numerosi Sindaci per chiedere la corretta applicazione e rendendosi conto del caos e della confusione si è appellata al Governo centrale  promuovendo a NAPOLI una manifestazione al termine della quale è stato inviato un documento ufficiale con 6 proposte per rilanciare il settore alla luce della gravissima crisi in cui è piombato.

Su 186.000 piccole attività ambulanti in Italia ben 4.700 sono presenti nelle Province di Latina e di Frosinone con un aggregato di circa 35.000 imprese dell’indotto.

Tutto questo comparto che  fino a poche settimane fa sviluppava il 2% del PIL, è stato messo in ginocchio dal Coronavirus.

Un intero settore del commercio è stato chiuso con gravissime ripercussioni non solo per i mercati ma per tutte le attività e per il loro indotto, diretto ed indiretto.

Ecco perché l’ANA ha proposto al Governo di adottare le seguenti misure, urgenti, per consentire la ripresa degli ambulanti ed il rilancio dei mercati non appena le condizioni lo permetteranno: 

 – RICONOSCIMENTO DELLO STATO DI CRISI PER GLI AMBULANTI;

 – ESONERO DA TUTTI I VERSAMENTI FISCALI RPEF, IVA, INPS e INAIL per tutto il 2020;

 – SOSPENSIONE PER GLI AMBULANTI DAGLI ADEMPIMENTI LEGATI AL REGISTRATORE TELEMATICO E ALLA LOTTERIA DEGLI SCONTRINI;

 – SOSPENSIONE DEI VERSAMENTI TOSAP, COSAP e TARI NELL’ANNO 2020;

 -FONDO DI SOSTEGNO ANCHE TRAMITE CARD DI 500€ MESE PER SOSTENERE QUGLI AMBULANTI CHE DEVONO FARE LA SPESA, FINO A FINE EMERGENZA;

-PROGA DELLE CONCESSIONI IN ESSERE FINO AL 31.12.2022.

In queste ore ANA, conclude la nota,  ha sviluppato un intenso lavoro di interlocuzionecon i Ministeri competenti, e con i dirigenti nazionali di tutte le forze politiche di Governo ed i opposizione e si resta fiduciosi del loro accoglimento nel Decreto Legge in corso di elaborazione.

Mercati chiusi: L’Ana ha chiesto lo stato di crisi per gli ambulanti