Nell’informativa di Conte le decisioni del Consiglio Ue

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(di Massimiliano D’Elia) Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte con un’informativa ai due rami del parlamento ha tracciato una sintesi dell’azione di Governo e ha poi lasciato intravedere qualche apertura all’utilizzo del tanto discusso Mes (fondo salva Stati). Il clima registrato è stato molto teso, connotato dall’indifferenza dei parlamentari del Pd, dallo scetticismo del M5S e dagli interventi molto accessi delle opposizioni.

Chiederemo uno scostamento di bilancio non inferiore a 50 miliardi che, sommato ai 25 miliardi del precedente provvedimento di marzo, porterà a un intervento complessivo non inferiore a 73 miliardi”, così Conte ha annunciato il valore del prossimo decreto.

Sul Mes Conte ha poi  utilizzato una linea più morbida, più accondiscendente, precisando che vi è un distinguo tra  il meccanismo classico con tutte le “sue rigide condizionalità dalla nuova linea di credito chiamata Pandemie crisis support, adattata alla natura simmetrica dello shock legato al Covid-19”. A quanto pare nella  bozza dell’Eurogruppo la facoltà per gli Stati di utilizzare il Mes è una condizione quasi imprescindibile. Tant’è che il premier italiano sostiene che “bisognerà analizzare i documenti relativi ai termini di finanziamento per capire se effettivamente sarà soggetta alla sola condizione dell’utilizzo per le spese sanitarie e di prevenzione, dirette e indirette e se potrà essere o meno conveniente e opportuna per gli interessi nazionali”.

Durante la lettura dell’informativa ha anche detto che comunque l’ultima parola spetterà al Parlamento, mentre dai banchi delle opposizioni i parlamentari facevano “spalluccia” .

Le opposizioni chiedono che l’Italia ponga un veto all’utilizzo del Mes, senza se e senza ma. Giuseppe Conte, al riguardo, è chiaro ed anticipa: “Rifiutare la nuova linea di credito significherebbe fare un torto ai Paesi che pure sono a noi affiancati in questa battaglia e che intendono usufruirne, Spagna in testa. Di certo per il nostro Paese l’obiettivo del negoziato,precisa Conte, è un altro, e molto più ambizioso: davanti ai piani da trilioni di dollari di Usa, Cina e Giappone non si possono accettare compromessi al ribasso, occorre strappare ai partner europei il via libera al Recovery Fund e cominciare a convergere almeno sul ruolo centrale del bilancio Ue per fare da garanzia al fondo. L’Italia ha avanzato la sua proposta: nessuna mutualizzazione dei debiti nazionali arrenati, ma uno strumento temporaneo gestito dalla Commissione che includa all’inizio garanzie comuni in condizionate e irrevocabili di tutti gli Stati membri per anticiparne l’applicazione, visto che le garanzie del bilancio pluriennale scatterebbero soltanto dal 2021”.

Giuseppe Conte in un certo senso, con l’informativa, ha preannunciato quello che accadrà domani al Consiglio Europeo. Si all’utilizzo del Mes light con la promessa dell’avvio del Recovery Fund a partire dal prossimo bilancio Ue 2021-27. Nel frattempo Bce, Bei e fondo sure  dovranno garantire almeno 540 miliardi di euro per affrontare l’emergenza economica in atto.

Nel frattempo tra un’emergenza e l’altra, però lo spoil system del Governo non viene rimandato come fatto, invece, per le elezioni amministrative. Ieri il ministero dell’Economia ha comunicato i nominativi dei consiglieri delle principali società pubbliche.

ENI

Viene confermato per un altro triennio Claudio Descalzi,  alla presidenza è arrivata la docente dell’Università di Pisa Lucia Calvosa, sono stati completamente rinnovati i consiglieri. Nel board siederanno Ada Lucia De Cesaris, ex vicesindaco di Milano con la giunta Pisapia; la politologa Nathalie Tocci, direttore dell’Istituto affari internazionali. Poi c’è Emanuele Piccinno, ex consulente del M5S alla Camera che poi ha seguito Luigi Di Maio prima al ministero dello Sviluppo e poi alla Farnesina. In quota Mef, invece, c’è Filippo Giansante, responsabile per il ministero dei rapporti internazionali.

ENEL

E’ stato confermato Francesco Starace e come presidente è arrivato l’avvocato barese Michele Crisostomo, sono entrati nel cda Alberto Marchi, senior partner di McKinsey; l’imprenditrice della comunicazione Costanza Esclapon, attualmente membro del cda di Mediaset; la titolare della cattedra di diritto dell’Economia della Luiss Mirella Pellegrini; l’economista Marianna Mazzucato, già componente della task force per il Co- vid-19 guidata da Vittorio Colao ed entrata nel cda Enel su indicazione di Articolo Uno, la componente di sinistra del governo che esprime il ministro Roberto Speranza.

LEONARDO 

E’ stato confermato l’ad Alessandro Profumo. Alla presidenza è arrivato il capo dell’Aise (Servizi Segreti italiani), il generale Luciano Carta.  Nel board è entrato anche Carmine America, consulente di Di Maio alla Farnesina. Nel board figura anche Pierfrancesco Barletta, consigliere in carica dell’Istituto per il Credito Sportivo e di Sea. Poi c’è la dirigente del Tesoro Elena Comparato; la professoressa del Link Campus  Paola Giannetakis; l’ex ministro dello Sviluppo economico in epoca renziana Federica Guidi; inoltre Maurizio Pinnarò, professore associato all’Università di Perugia, un altro dirigente del Tesoro, Ivana Guerrera, infine il manager Novica Mrdovic Vianello.

POSTE

Riconfermati Matteo Del Fante (ad) e Bianca Maria Farina (presidente), arrivano il capo del Debito pubblico italiano Davide lacovoni, l’avvocato Bernardino De Stasio; Daniela Favrin, attualmente nel cda Consap, ed Elisabetta Lunati, già responsabile della direzione legale presso Intesa San- paolo. A giochi fatti, pesanti le critiche del centrodestra ai cinquestelle già divisi da una forte polemica interna.

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