Nomine vertici Intelligence italiana tra malumori, tatticismi e Fondazioni

(di Andrea Pinto) In silenzio senza informare le nostre due agenzie di intelligence Aisi e Aise e non solo loro, il capo del Dis (Dipartimento che sovrintende le due agenzie degli 007 italiani), prefetto Gennaro Vecchione ha inviato al Copasir Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica – una lettera per presentare una insolita e intempestiva iniziativa del governo. Nella legge di bilancio è stata inserita una norma per istituire, sotto forma di fondazione, l’Istituto italiano di cybersicurezza. E’ diventata ormai una consuetudine inserire come dei veri e propri Trojan nei vari Dpcm e nelle leggi di bilancio norme che poco hanno a che fare con la materia del provvedimento legislativo in lavorazione. Inserire un’importante norma di intelligence, in fretta e furia, in una legge di Bilancio “puzza” molto.

L’Istituto italiano di cybersicurezza, a quanto pare però non è un’idea venuta al presidente del Consiglio Conte nel cuore della notte, ma è previsto dal Piano nazionale sulla cyber security già varato dal premier Gentiloni nel 2017. Alla base dell’esigenza di creare il nuovo istituto, cita testualmente il Piano: “La componente legata al mondo accademico e della ricerca dovrà trovare un adeguato impulso attraverso finanziamento di start-up e la partecipazione al capitale societario di realtà imprenditoriali di interesse (venture capital) anche mediante la costituzione di un soggetto giuridico dedicato, ad esempio una fondazione”.

La Fondazione verrà vigilata dal Dis sull’attività tecnico operativa e riceverà dieci milioni di euro, stanziati con i residui di bilancio della Presidenza del Consiglio dei Ministri. La fondazione potrà stipulare contratti, convenzioni, accordi e intese con soggetti pubblici e privati. La Fondazione, così come è descritta nella legge di bilancio, conferisce un ruolo operativo al Dis che per legge non gli compete (Aisi e Aise sono deputate per questo ruolo). La legge 124 del 2017 dell’intelligence stabilisce anche che le funzioni attribuite al Dis, Aise e Aisi non possono essere svolte da nessun altro ente.

L’Idea, il metodo utilizzato e il momento per creare questa fondazione non è piaciuta al Copasir che dovrebbe esprimere un parere sulle decisioni che riguardano la nostra intelligence, in particolar modo se si decide di cambiare radicalmente la policy operativa.

Il Copasir rimodulando gli impegni della sua agenda ha chiesto l’audizione urgente del responsabile del Dis, il prefetto Vecchione.

Durante l’audizione è emerso che la norma è stata stralciata dalla legge di bilancio ma non accantonata perchè a quanto pare verrà inserita nel maxi-emendamento di fine anno, così facendo si consentirebbe alla maggioranza di trovare un accordo e al Copasir di sottoporre il progetto a istruttoria.

Vecchione ha ribadito al Copasir l’importanza della nascita dell’Istituto nell’ottica del contrasto alle “ingerenze ostili straniere” e per intercettare i milioni del Recovery Fund. Vecchione ha quindi annunciato che “al fine di raggiungere il massimo grado di condivisione tra le forze politiche l’Istituto non sarà previsto nella legge di Bilancio”.

Non solo il Copasir ma anche i membri del CisrComitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica – erano rimasti basiti dell’iniziativa, non condivisa, inserita in tutta fretta nella legge di bilancio da parte del premier Conte. Ricordiamo che i membri del Cisr sono elementi di peso del governo essendo i responsabili di Esteri, Interno, Difesa, Giustizia, Mef e Mise e che vista l’importanza della nuova norma sarebbero dovuti essere stati ascoltati prima di trovarsela in un legge finanziaria da approvare “velocemente” entro il mese di dicembre, sterilizzando così il necessario dibattito parlamentare.

Dicembre però è anche un mese importante per i nostri 007 perchè scade il mandato, guarda caso, proprio del direttore del Dis, Vecchione. Inizierà, quindi, il balletto delle nuove nomine ovvero delle riconferme tanto care agli esponenti della maggioranza. Il premier Conte, secondo alcune indiscrezioni apprese dalla carta stampata, protende nella riconferma di Vecchione al Dis, lasciando campo libero alle altre forze politiche di maggioranza la nomina dei vicedirettori rimasti vacanti all’Aise e al Dis stesso.

I più malpensanti sostengono che è stata inserita la proposta della Fondazione, denominata Istituto italiano di cybersicurezza, proprio ora per creare un diversivo mediatico scompaginando le carte ed avere così maggiore leva sulle future nomine dei nostri vertici dell’intelligence.

Parliamo dei vertici dell’Intelligence però e non degli amministratori di condominio……i giochetti dovrebbero lasciare spazio a logiche diverse nel pieno rispetto della Sicurezza interna ed esterna del nostro Paese.

Nomine vertici Intelligence italiana tra malumori, tatticismi e Fondazioni

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