Salvini in pressing per implosione 5S. Di Maio si affida al giudizio di “Rosseau”

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(di Massimiliano D’Elia) Ieri Giuseppe #Conte è volato a Bruxelles per incontrare gli altri capi di governo e discutere di Europa e trattare parte del destino dell’Italia, come sempre sotto la lente d’ingrandimento per via del suo elevato debito pubblico.

Ieri anche lo “spread” è tornato a prendersi la scena balzando agli oltre 290 punti base. Al termine della giornata, dopo le dichiarazioni di #Moscovici, più pacifiche – ….non voglio sanzionare l’Italia … – verso il bel Paese, il valore dello stesso è rientrato sui 289 punti base, poca roba.

Mentre Giuseppe #Conte andava a Bruxelles, il “premier in pectore” Matteo #Salvini dettava, in Italia, l’agenda di governo. Decreto sicurezza bis, subito al consiglio dei ministri, Tav, Flat Tax e Autonomie, da sbloccare quanto prima. Ma l’annuncio più importante che ha tolto il sorriso e la platea ai 5S è stato: “….30 miliardi di euro per tassa fissa  al 15 per cento per aziende e lavoratori con reddito fino a 50 mila euro (lordi)….”.

Matteo Salvini lo ha detto a modo suo, con una diretta improvvisata su facebook dal tetto del Viminale. Ha affermato che non ci sarà alcun aumento dell’Iva e che non si pagheranno le relative clausole di salvaguardia. Per fare questo si rivedranno i vincoli Ue per poter sforare il 3 per cento del deficit. Salvini ha anche detto che il termometro economico di un paese si legge dai numeri riferiti alla disoccupazione e non da altri numerelli. La politica degli investimenti e della detassazione evocata dal leader leghista, favorirà le assunzioni abbassando la disoccupazione. “Più la gente guadagna, più spende e più paga le tasse”.

Di Maio, oramai, attaccato da tutti i fronti: “Chiedo di mettere al voto degli iscritti su Rousseau il mio ruolo di capo politico, perché è  giusto che siate voi ad esprimervi. Gli unici a cui devo rendere conto del mio operato“. Lo scrive Luigi Di Maio sul blog delle stelle.

La domanda a cui dovranno rispondere gli utenti è: confermi Luigi Di Maio come capo politico del Movimento 5 Stelle? Le votazioni saranno aperte dalle 10 alle 20 di domani 30 maggio, spiega Di Maio sul blog.

Giuseppe Conte

Prima di imbarcarsi ieri sul volo per Bruxelles, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha così risposto ai cronisti: “Non mi sento commissariato. Chiederò a Salvini una fiducia piena pubblica. Altrimenti gli dirò che non sono disponibile a restare. Se vuole portare il Paese a sbattere con l’Europa, si assuma le sue responsabilità. Lo faccia lui, io non lo farò. Io sono il garante del rispetto e dell’attuazione del contratto”. “Occorre il rilancio del governo, dopo una campagna così accesa e intensa. Il rilancio passi attraverso un confronto politico serio, approfondito anche se dovesse prenderci qualche giorno, oppure sarà crisi. Un confronto lungo, non di poche ore, per fissare le nuove regole di convivenza e decidere come e se andare avanti”.

Giuseppe Conte, al momento lancia segnali per una ricercata distensione. Attende l’incontro a tre con Di Maio e Salvini, per saggiare, guardandosi negli occhi, se ci siano o meno le condizioni per poter continuare. Oggi in mattinata l’incontro solo con Salvini.

Implosione 5S

Questa sera ci sarà un incontro tra i parlamentari grillini.

Nel frattempo Matteo Salvini “tranquillizza” a voce gli alleati: Non chiedo mezza poltrona in più, ne mezza presidenza, ma di lavorare velocemente con la priorità della riduzione delle tasse”.

Tra i grilli, invece, volano gli “stracci”. In molti vogliono la testa di Di Maio.

Di Battista è uscito allo scoperto: “..deciderà la base sul web…e su Rixi non si torna indietro… . Serve tornare ad un movimento più fermo sui principi di base, in primis sull’ambiente. Perché sulla Tap e sulle trivelle, ad esempio, si è ceduto troppo. Il tutto mentre la Lega sui propri temi identitari, dai migranti alle tasse, è sembrata andare dritta come un treno. Tornare ad una collocazione del genere significherebbe forse andare ad elezioni anticipate. Ma questa, per ora, rimane un’altra storia”.

Anche se Salvini non ha mai chiesto un tagliando di governo con un rimpasto, questa volta potrebbero essere gli stessi grillini a proporlo. In bilico ci sarebbero Toninelli, Trenta, Tria e Bonafede.

Gli umori dei pentastellati

La generosità di Di Maio di mettere insieme tre-quattro incarichi deve essere rivista. Il M5S, per ripartire, ha bisogno di una leadership h24, dobbiamo passare dall’io al noi”, così Gianluigi Paragone su Il Fatto Quotidiano.

Così Primo Di Nicola che si è dimesso da vicepresidente del gruppo del Senato: “Unico modo che conosco per favorire una discussione autenticamente democratica su quello che siamo e dove vogliamo andare. Una volta si sarebbe detto che, per rispetto dei compagni di partito, prima che sui giornali esporrò nelle opportune sedi ciò che penso”.

Carla Ruocco del direttorio: “Occorre guardare avanti, fare ammenda dei propri errori. Maggiore ascolto ai territori, condivisione delle scelte, basta con la figura di un’unica persona al comando”.

Nicola Morra, presidente della commissione Antimafia: “II Movimento è dialogo e confronto. La mia proposta è di trovare 5-7-9 componenti dei 5 Stelle, scelti con tutti gli attivisti, in grado di trovare la sintesi fra tutti noi, eletti e non. Dobbiamo costruire, non cercare le colpe”.

Gianluca Vacca: “La cosa peggiore che si possa fare adesso è farsi prendere da un’isteria sterile e distruttiva”.

Roberta Lombardi non ci sta: “Dopo una sconfitta si mettano nel conto i cambiamenti“.

 

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