Spie di Putin nel nostro giardino di casa

Views

In Russia ci sono tre agenzie d’intelligence, l’Fsb, il servizio di controspionaggio interno, l’Svr, il servizio estero e, appunto, il Gru, il servizio segreto militare. A differenza di Fsb e Svr che dipendono dalla presidenza della Federazione Russa, il Gru che opera sin dai tempi dell’Unione Sovietica fa capo al ministero della Difesa e al suo capo di Stato Maggiore il generale Valerij Gerasimov (meglio noto per la dottrina militare Gerasimov ndr).

Il temuto servizio segreto militare russo, il Gru (Glavnoe razvedyva tel’noe upravlenie), vent’anni fa rinominato Gu, non ha mai smesso di infiltrare insospettabili nelle nostre società con l’obiettivo di accreditarsi presso strutture strategiche di primo livello. Apparentemente sono normali imprenditori, professori universitari o stimati medici: sono molto preparati con due o tre cittadinanze, molto affabili ed influenti in grado di intrattenere rapporti di natura affaristica con le nostre elite imprenditoriali. Sono dormienti finchè non vengono attivati. Parlano dalle tre alle sei lingue correntemente.

Un’inchiesta de la Repubblica, in collaborazione con il sito investigativo Bellingcat, il settimanale Der Spiegel e The Insider ha svelato la doppia vita di una avvenente 007 che in Italia per dieci anni è riuscita, con relativa facilità, a penetrare la sede Nato del Sud Europa di Napoli (Allied Joint Force Command).

Parliamo della nota gioielliera (vendeva gioielli francesi ndr) Maria Adela Kuhfeldt Rivera, anche se il vero nome è Olga Kolobova, figlia di un ex generale dell’Armata Rossa. E’ in grado di parlare ben sei lingue ed è in possesso di una cultura generale di altissimo livello. A svelare i suoi continui contatti con l’intelligence militare russa sono stati i tabulati del suo cellulare, ottenuti da Bellingcat.

La pista che ha permesso di smascherare Maria Adela-Olga è nata alla frontiera bielorussa quando gli oppositori al regime di Minsk hanno fatto pervenire a Bellingcat un database contenente le informazioni dei cittadini russi transitati tra Europa e madrepatria. Materiali utili per studiare i passaporti noti degli agenti che hanno preso parte a azioni top secret: ad esempio c’è Ruslan Boshirov, coinvolto nell’avvelenamento di Sergej Skripal. Bellingcat ha selezionato le persone che avevano passaporti con gli stessi sei numeri iniziali e subito è saltato agli occhi un nome: Maria Adela Rivera Kuhfeldt, entrata per ben tredici volte in Bielorussia. Quel nome riconduceva ad un marchio di gioielli in Francia e a un’indagine penale in Perù. Ma anche al Lions Club Monte Nuovo di Napoli.

Ad attivare Olga direttamente il comandante del Quinto Dipartimento del Gu, l’unità più controversa del Servizio dedita a programmi illegali e ad inserire agenti dormienti nei Paesi della Nato.

Maria Adela Kuhfeldt Rivera

Come svela la Repubblica, in seguito alle indagini, è emerso che Maria Adela-Olga era titolare di una società italiana con sede a Milano, la Serein Srl i cui bilanci non sono risultati in salute: a fronte di soli 13mila euro di ricavi ci sono circa 300mila euro di perdite. Ingenti somme di denaro utilizzate per scopi sociali e promozionali la cui provenienza è, per ora, difficile da tracciare.

Olga volava spesso in Bahrein e raggiungeva Mosca quasi sempre in treno, passando da Minsk con viaggi lunghissimi.

Anche altri agenti del Gu hanno agito a Napoli, corrompendo un colonnello francese in servizio nel comando Nato che è stato poi arrestato al suo rientro a Parigi nell’estate 2020. L’Ufficiale francese, di stanza al JFC della Nato di Lago Patria era stato incriminato per violazione della sicurezza essendo sospettato di fornire documenti e informazioni ultra sensibili ai servizi segreti russi. L’ufficiale è stato arrestato dalla Dgsi (Direction Générale de la Sécurité Intérieure) con la collaborazione dei servizi di controspionaggio americani e della nostra Aisi (Agenzia Informazioni e Sicurezza Interno). Il militare francese avrebbe fornito ad un agente del Gu russo dati riservatissimi, tali da nuocere “alla sicurezza dello Stato”.

Gli ufficiali della Nato che, fino al 2018, hanno avuto contatti con la spia di Mosca Olga hanno riferito di non avere mai subito interrogatori o richieste dirette di informazioni.

La maggior parte di questi ufficiali Olga li aveva conosciuti nel Lions Club “Napoli Monte Nuovo” di Lago Patria i cui soci sono quasi esclusivamente militari, tecnici e funzionari della Joint Allied Force della Nato e della VI Flotta dell’Us Navy. Con alcuni di loro ha anche avuto storie sentimentali.

Qualche collegamento alla pratica operativa degli 007 russi può essere ricondotta anche alla vicenda dell’ufficiale della marina militare italiana Walter Biot (all’epoca dei fatti in servizio presso il terzo reparto della Stato Maggiore Difesa italiano) che è stato arrestato e che rischia due ergastoli, poiché aveva compromesso e rilasciato documenti, informazioni e dati di alta classifica di segretezza italiani e Nato ad un Paese straniero, identificato nella Russia. 

Nel 2020 un ex responsabile della cybersecurity e un dirigente di Leonardo Spa sono stati arrestati con l’accusa di aver sottratto gigabyte di dati alla divisione aerostrutture e velivoli della sede di Pomigliano d’Arco e di aver poi nascosto la gravità dei fatti. Sono stati trafugati circa 100mila file per un totale di 10 gigabyte di dati dal 2015 al 2017. Oltre ai dati aziendali, sono state oggetto di captazione anche le credenziali di accesso ed altre informazioni personali dei dipendenti della Leonardo.

Ad agosto del 2019, poi, all’aeroporto partenopeo di Capodichino, la polizia arrestò Aleksandr Jurijevich Korshunov, direttore dello sviluppo della società russa Odk, società statale russa controllata da Rostec specializzata in motori aeronautici. Korshunov è risultato essere un ex agente dell’Svr (Služba Vnešnej Razvedki – il servizio di informazioni per l’estero russo) sotto mandato di arresto internazionale emanato dall’Fbi per via dell’accusa di aver trafugato segreti industriali della General Electric, colosso americano che costruisce anche turbine per aerei, a quanto pare venendo aiutato da un ex manager di Avio Aero, la cui sede principale è a Torino, ma che ha anche stabilimenti a Pomigliano d’Arco.

L’interesse russo per la Campania non è solo per l’importante sede della Nato e della VI Flotta Usa ma anche e soprattutto per la presenza di importanti aziende aerospaziali, i cui segreti sono sempre stati al centro dell’interesse dell’intelligence militare moscovita.

Spie di Putin nel nostro giardino di casa

| EVIDENZA 2, INTELLIGENCE |