“Attacco al Potere”, il colpo di coda di Trump

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(di Massimiliano D’Elia) A Capitol Hill i parlamentari stavano confrontando i voti dei 50 stati americani quando intorno alle 13.30 ora locale, il finimondo. Nessuno avrebbe mai potuto pensare che il Congresso Usa potesse essere messo sotto assedio ed addirittura attaccato dalla popolazione trumpiana. Le scene dei manifestanti che entrano nei luoghi del potere americano “saccheggiando” cimeli e simboli della democrazia ha fatto male, la ciliegina della torta su un 2020 tutto da dimenticare.

L’intemerata del popolo, a loro dire seguace di Trump, è costato la vita a 4 persone, molti sono stati i feriti. Il vice presidente Mike Pence riesce in extremis a lasciare l’edificio mentre i parlamentari si arroccano all’interno dei loro uffici con tanto di maschere a gas ed agenti del secret service a difenderli. Sembrano le scene dei film di azione, tipo “Attacco al Potere” quando si vede un manifestante seduto su uno dei posti più prestigiosi, quello del presidente del Senato.

In diretta sui social si susseguono le immagini di facinorosi con bandiere paramilitari marcate dallo slogan “Make America Great Again“. Le gente ha iniziato a radunarsi a Washington già ieri ma ad infervorire gli animi l’ora di discorso di Donald Trump dove ha inveito contro i nemici, i corrotti che hanno rubato le elezioni.

Alle 14.30 su Twitter Trump: “Per favore sostenete la nostra polizia di Capitol Hill, siate pacifici”, subito dopo “Chiedo a tutti di rimanere tranquilli. Niente violenza. Ricordatevi, Noi siamo il partito della Legge e Ordine. Rispettate la legge e i nostri grandi uomini e donne in uniforme. Grazie”.

Biden replica: “Trump vada subito in televisione e faccia cessare l’assedio”.

Dopo qualche ora senza mai forzare la mano la polizia è riuscita a riportare la calma, tredici gli arrestati. A seguire la Guardia Nazionale si è schierata bloccando le strade di accesso al Campidoglio.

Nel suo discorso Trump ha parlato delle fake news e delle colpe dei giornalisti: “Ecco sono loro il più grande problema di questo Paese, le fake news.

Trump poi ha iniziato la sua lunga lista dei repubblicani traditori. Il governatore e il segretario di Stato della Georgia, Brian Kemp e Brad Raffensperger. Ma soprattutto i parlamentari repubblicani che si rifiutano di appoggiare la manovra per delegittimare la vittoria di Joe Biden: “Sono deboli, non sono veri repubblicani”.

Parole non molto dolci le ha rivolte anche la suo vice, Mike Pence: “Mi aspetto che Mike stia dalla nostra parte, altrimenti, altrimenti sarebbe un giorno molto triste, sarei molto, molto scontento”.

Nel frattempo dalla Georgia arriva il verdetto. I due candidati democratici. Raphael Warnock e Jon Ossoff, hanno ottenuto una storica doppia vittoria, sconfiggendo i repubblicani Kelly Loeffler e David Perdue. I repubblicani avranno, quindi, anche il controllo del Senato.

Una situazione quella avvenuta ieri a Washington che era già sul tavolo del Pentagono e delle forze di polizia: CLICCA SUL LINK SE TRUMP PERDE LE ELEZIONI PRONTO A INVIARE L’ESERCITO PER STRADA, I TIMORI DEL PENTAGONO”

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