Biden vola in Medio Oriente mentre Putin va dal suo nuovo alleato, l’Iran

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Le relazioni diplomatiche fervono tra i Paesi, tutti cercano una via d’uscita per la questione dell’energia e del grano ma anche ristabilire un equilibrio nell’ordine mondiale ormai diventato ogni giorno sempre più precario ed in funzione della guerra ucraina. A risentirne di questo nuovo corso sono quasi tutti gli Stati che stanno affrontando problemi economici non facili mentre si cerca di ridisegnare un progetto di pace duraturo che favorisca nuovamente il libero mercato, scevro dalle sanzioni contrapposte che spesso si sono ritorte contro gli stessi sanzionatori.

In questo contesto molto fluido Joe Biden è partito alla volta del Medio Oriente – atterra oggi in Arabia Saudita – mentre Vladimir Putin volerà la prossima settimana verso Teheran. L’obiettivo di Biden è quello di convincere i paesi arabi ad applicare le sanzioni alla Russia cercando di sopire i vecchi rancori.

Putin, invece, andrà a Teheran per stringere sempre di più i nascenti rapporti commerciali e per finalizzare l’acquisto di centinaia di droni che si sono mostrati particolarmente letali in Yemen e Arabia Saudita, superando le difese aeree americane.

Sulle altre questione irrisolte vi è la questione degli sfollati ucraini che premono sui confini iraniani e il dossier del grano. Sulle prime aperture al transito dei mercantili dallo stresso dei Dardanelli verso il Mar Nero si fa sempre più strada un accordo interlocutorio e probabilmente accettabile: i turchi assieme all’Onu garantiranno con ispezioni che le navi in entrata non contrabbandino armi e gli ucraini si impegnano a scortare i mercantili tra le mine che proteggono i loro porti, mentre i russi assicurerebbero una tregua in quel tratto di mare.

Biden vola in Medio Oriente mentre Putin va dal suo nuovo alleato, l’Iran

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