Conte-Renzi, duello di fine anno su un filo di rasoio

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(di Francesco Matera) Un dirigente di Iv, scrive l’Ansa, ha fatto la fotografia dell’attuale situazione politica italiana: “Conte vuole restare al Conte bis, Renzi vuole sostituire Conte, il Pd sosterrebbe il Conte ter”

La soluzione, precisa il dirigente, la nascita di un nuovo governo Conte, con una maggiore presenza dei partiti magari con due vicepremier di Pd e M5s, e un’intesa su alcuni punti politici, dal Recovery alla legge elettorale. 

Ma a precisare la linea è stato direttamente Matteo Renzi che ha fatto capire che non si accontenterà’ di piccole concessioni e non mollerà’ sulla delega ai Servizi. Sul passaggio parlamentare ventilato da Conte come sfida a Renzi, il leader di Iv ha risposto a tono: “non è una concessione del premier ma un passaggio obbligato se Iv si sfilerà dal governo, ritirando i ministri”. 

Ci potrebbe essere però una convergenza della maggioranza su un Conte ter, con il premier che cede la delega ai Servizi a un uomo di sua fiducia e l’ingresso di due vicepremier o comunque il cambio di ministri di peso.

I Dem attendono di vedere come le dichiarazioni del premier, anche quella sulla legge elettorale fortemente chiesta dal Pd, si tradurranno al tavolo di governo. I governisti M5s fanno argine al premier, ma anche tra i pentastellati ci sarebbe una spinta per un rimpasto e qualche timore per un’eventuale “lista Conte” in grado di togliere voti al Movimento. 

I più’ sono comunque convinti che lo scontro con Renzi si sia spinto troppo oltre. E impazzano ipotesi – smentite – di appoggio esterno dei renziani al governo o di una spaccatura dei gruppi che porti alcuni renziani a uscire da Iv e confluire con senatori centristi, del Maie ed ex Fi, in un gruppo di responsabili. 

I numeri non li ha – dicono da Iv – se Conte non rimette in riga le cose nasce più facilmente un governo Franceschini o Draghi“. Certo, ammette qualche renziano, il senatore di Rignano dovrebbe assumersi la responsabilità’ di una rottura in piena pandemia e anche il rischio di finire all’opposizione o andare a elezioni. Ma da Iv sono convinti che Renzi sarebbe pronto a rispondere a tono al premier in Aula, rinfacciandogli una gestione non impeccabile dell’emergenza e un ritardo sui vaccini: “Chi e’ irresponsabile e replica il Papeete? Chi si ostina a tenere la delega ai servizi o chi chiede il rispetto del Parlamento?”, questiona un dirigente di Iv. 

Iv però apre ad una struttura di missione sulla governance del Recovery Plan italiano ma non fa nessuno sconto: “Sul metodo e nel merito, dalla giustizia alla cybersecurity, ci separa un abisso”. 

Dal canto suo il premier Conte non cede sulla delega ai servizi, non ammicca al rimpasto e soprattutto alla formula dei due vicepremier. E dimostra di essere ormai pronto a giocarsi il tutto per tutto: “se verrà’ meno la fiducia di un partito andrà’ in Parlamento”. 

Nella lunga conferenza stampa di fine anno il premier non si esprime sul Mes ma imprime un’accelerazione sul  Recovery Plan: “Non ho detto che va tutto bene, se non abbiamo ancora la struttura di governance vuol dire che dobbiamo affrettarci. Dobbiamo correre. Quello che sin qui è mancato e’ la sintesi politica finale, dove e’ giusto che ogni partito dica la sua sulle risorse”.

Sul rimpasto Conte dice: “Il tema va posto dai partiti anche se l’attuale squadra di governo “un capitano la difende in tutti i modi”. 

Sui servizi il premier è inamovibile: “La delega e’ una prerogativa del premier, chi mi chiede di cederla spieghi il perché'”

Tutte le risposte si avranno, quindi, nel mese di gennaio, vedremo fino a che punto si spingeranno i due duellanti, Giuseppe Conte e Matteo Renzi.

Un duello molto pericoloso che potrebbe portare il Paese alle elezioni in piena emergenza sanitaria. In tutto questo è davvero assordante il silenzio del nostro Presidente della Repubblica che si è espresso in alcune circostanze pubbliche invocando solo ad una maggiore coesione.

Conte-Renzi, duello di fine anno su un filo di rasoio