Crisi Ucraina, Biden telefona a Putin: “Incontriamoci in un Paese terzo”

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Mosca deve “allentare le tensioni”, questo è il messaggio che ha voluto mandare Joe Biden a Putin dopo l’assedio delle truppe del Cremlino schierate a ridosso dei confini con l’Ucraina. Sarebbero almeno 100mila le unità impiegate ai confini occidentali da Mosca.

Biden ha telefonato all’inquilino del Cremlino proponendo un incontro nei prossimi mesi in un Paese terzo per discutere l’intera gamma dei problemi che devono affrontare Usa e Russia. Sarebbe il primo incontro tra i due leader mondiali, nonostante si registrino ancora oggi forti tensioni per una serie di questioni ancora aperte. Anche il Cremlino ha confermato che i due capi di Stato intendono favorire il dialogo nei settori più importanti per la sicurezza mondiale, compresa la crisi ucraina.

Biden ha ribadito a Putin “l’incrollabile impegno degli Usa verso la sovranita’ e l’integrita’ territoriale dell’Ucraina”. Mentre il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, a Bruxelles per incontrare gli alleati della Nato, ha definito “provocazioni” le azioni di Mosca volte a concentrare truppe nell’ovest della Russia.

“La Russia non potrà più cogliere nessuno di sorpresa, l’Ucraina e i suoi amici saranno vigili”, ha intimato il ministro degli Esteri ucraino Dmitro Kuleba, dopo aver incontrato Stoltenberg e Blinken.

Secondo un rapporto dell’intelligence americana, la Russia “non vuole un conflitto diretto” con gli Stati Uniti ma “continuera’ con i suoi sforzi per destabilizzare l’Ucraina”. Sulla crisi è intervenuto anche il Segretario Generale della Nato Jens Stoltemberg: “Il considerevole concentramento militare della Russia non lontano dai confini con l’Ucraina è ingiustificato, inspiegabile e profondamente preoccupante: la Russia deve porvi fine, fermare le sue provocazioni e ridurre immediatamente l’escalation”.

Immediata è stata la risposta del Cremlino tramite il suo ministro della Difesa Sergey Shoigu: “Mosca sta adottando alcune misure per fare fronte alle minacce dell’Alleanza. In circa tre settimane la Russia ha schierato due armate e tre divisioni di truppe aviotrasportate presso i suoi confini occidentali e nelle aree delle esercitazioni”.

Il ministro Shoigu va poi giù pesante accusando la Nato di voler dislocare 40.000 soldati e 15.000 mezzi bellici vicino ai confini della Russia. Gli Usa stanno inviando altri 400 soldati in Germania. Due analisti militari, scrive l’Ansa, interpellati dall’Afp, Vassili Kachin e Alexandr Goltz, stimano che le due armate e le tre divisioni russe di cui parla Shoigu compongono a una forza di circa 100.000 soldati. La Russia è anche accusata di sostenere militarmente i miliziani separatisti in lotta contro le truppe regolari ucraine.

Nel corso del 2021 sono stati 29 i soldati ucraini che hanno perso la vita nel Donbass, nel 2020, invece, erano stati circa 50 i morti.

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