Di Maio contro un Giuseppe Conte sempre più vicino al Pd

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(di Massimiliano D’Elia) Giuseppe Conte, dopo gli attacchi alla manovra da parte di alcuni illustri del M5S e Italia Viva è stato lapidario lanciando un invito all’obbedienza, “occorre fare quadra, oppure a togliersi di mezzo”. 

Il leader pentastellato Luigi Di Maio ha subito replicato: “I toni o si fa così o si va a casa fanno del male al Paese, fanno del male al governo: in politica si ascolta la prima forza politica che è il M5s  perché se va a casa il M5s è difficile che possa esistere ancora una coalizione di governo”. 

Luigi Di Maio non ha digerito il fatto che il premier Giuseppe Conte non abbia voluto ascoltare gli appelli del Movimento per quanto riguarda la revisione di alcune misure fiscali. Oggi dovrebbe esserci un vertice di maggioranza, chiesto dai 5S.

Di Maio ha voluto precisare: “Non c’è nessun ultimatum contro un ultimatum. Io credo soltanto che bisogna fare in modo che in questo governo ci sia meno nervosismo, meno prese di posizione dure e mettere al centro le persone e non le proprie opinioni. Prima di tutto sono soddisfatto che finalmente si riunisca questo vertice che deve servire a mettere nella legge di bilancio tre proposte che per noi sono imprescindibili: o si fanno, o non esiste ancora la manovra”. 

Di Maio vorrebbe  stemperare le misure per le partite Iva, in ottica contro i commercianti e rivedere la questione dell’utilizzo del bancomat/carta di credito obbligatorio.

Al di là delle questioni della manovra Di Maio ha alzato il tiro perchè avrebbe  capito che Giuseppe Conte è  sempre più vicino a Nicola Zingaretti e al Pd. Non dimentichiamo che il Pd è in cerca di un leader che trascini le masse e Zingaretti a quanto pare non riesce proprio a toccare le corde dell’elettorato popolare. In un raro accenno la scorsa settimana è stato proprio Zingaretti a dire che in caso di elezioni, Giuseppe Conte sarebbe stato il leader del Pd.

Luigi Di Mario teme quindi l’isolamento. I due Matteo  (Renzi e Salvini) hanno fatto capire che saranno loro i prossimi contendenti e hanno fatto capire che hanno un nemico comune, Giuseppe Conte.

Luigi Di Maio non può più far leva su Beppe Grillo, Alessandro Di Battista e Gianroberto Casaleggio. I tre del Movimento, per svariati motivi, non vedono più Di Maio quale futuro capo politico perchè a suon di batoste elettorali e sondaggi dell’ultima ora si registra la continua disaffezione dell’elettorato, specialmente quello della base. Per non parlare delle lotte interne al Movimento.

Per questo motivo Luigi Di Maio rischia il tutto per tutto, visto che nessuno, tranne il cdx, vuole andare subito alle elezioni. Alzare sempre più l’asticella ora serve a garantirgli la sopravvivenza politica cercando di scrollarsi l’appellativo “oltraggioso per un grillino” di  essere considerato un “poltronaro” stile prima Repubblica. 

 

Di Maio contro un Giuseppe Conte sempre più vicino al Pd