Governo in difficoltà sulla manovra

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Un caffè tra il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte e il leader grillino, Luigi Di Maio, sembra aver stemperato, per ora,  la tensione registrata nelle ultime ore tra le forze di maggioranza. Il nodo è la manovra pensata da Conte e Gualtieri che non convince Luigi Di Maio, soprattutto per quanto riguarda le misure per combattere l’evasione fiscale, le commissioni bancarie per i Pos e il limite per l’utilizzo del contante.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Matteo Renzi che accusa la manovra di essere un contenitore di tasse. Le tasse sulla plastica e sullo zucchero fanno, invece, infuriare le imprese e l’aumento del gasolio porta sul piede di guerra camionisti e trasporto pubblico locale. Poi c’è il ridimensionamento della Flat Tax gialloverde, insieme alle sanzioni per i commercianti che rifiutano pagamenti elettronici 

Conte ha incontrato ieri prima il ministro degli Esteri e poi, una alla volta, i rappresentanti dei partiti della coalizione giallo-rossa, 5Selle, Italia Viva, Pd e Leu. Qualcosa si potrà ritoccare, magari una concessione sulla flat tax alle partite Iva che rientrano nel tetto dei 30 mila euro, una diversa pianificazione sulla quantità di contante free che si potrà spendere o prelevare. Su altre qualcuno invece dovrà cedere. 

Al di là delle discussioni interne Bruxelles già bussa alla porta. Il governo italiano ha ricevuto una lettera con cui si chiedono chiarimenti sulle misure approvate lunedì scorso, non ancora messe nero su bianco dal governo.

La tensione di queste ore ha fatto più volte traballare il governo, tant’è Franceschini è stato costretto a lanciare un appello per i Dem: «Basta risse!». 

Tra i grillini non va meglio.  L’impressione è che tanti grillini possano  passare ad altri lidi. . Luigi Gallo, un fedelissimo di Roberto Fico, in chat, parla di un M5S “posseduto, che non risponde al gruppo parlamentare, al direttivo, al suo fondatore”. 

 

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