Gli Usa inviano più armi all’Ucraina mentre il G7 annuncia nuovo pacchetto di sanzioni alla Russia

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Il Dipartimento della Difesa americano è quasi sicuro che Putin abbia rinunciato a conquistare Kiev, anche se non rallenta le forniture di armi all’Ucraina, inviando altri 134mila militari per favorire un parziale ricambio dei soldati che hanno già combattuto per oltre 40 giorni. Il segretario alla Difesa Usa, Lloyd Austin ha detto ieri in conferenza stampa: “Putin pensava che avrebbe potuto conquistare molto rapidamente l’Ucraina, ma si sbagliava e adesso potrebbe aver rinunciato ai suoi sforzi per catturare la capitale, concentrandosi nel sud e nell’est del Paese“.

Nel frattempo il G7 annuncia nuove sanzioni economiche e finanziarie contro Mosca mentre l’Ue chiede un embargo totale sul gas e sul petrolio russo. I ventisette ambasciatori dei Paesi membri hanno avviato il quinto pacchetto di sanzioni Ue, che prevede anche il graduale embargo all’import di carbone russo.

La presidente del Parlamento Ue, Roberta Metsola, esorta a “fare di tutto per isolare Putin e i suoi alleati”.

Secondo il vicesegretario della Nato, Mircea Geoana, nelle prossime settimane nel sud-est dell’Ucraina ci “sara’ un altro tipo di guerra, piu’ convenzionale e su scala piu’ vasta“. Parlando al programma televisivo italiano Piazzapulita, Geoana ha aggiunto: “Il sostegno degli alleati cambiera’ a seconda di questo. E posso prevedere che gli alleati forniranno piu’ armi all’Ucraina…“.

In vista dell’offensiva di Mosca a sud-est, il Pentagono si prepara inviare a kiev piu’ di 1.400 missili Stinger, piu’ di 5.000 Javelin anticarro e centinaia di droni. E il presidente del Consiglio Ue Charles Michel anticipa che l’Ue proporra’ di aumentare il fondo per il sostegno militare all’Ucraina con ulteriori 500 milioni portandolo a 1,5 miliardi di euro. Allo stesso tempo, l’Australia annuncia che inviera’ a Kiev i 20 veicoli corazzati richiesti dallo stesso presidente Zelensky.

Zelensky ritiene che la situazione a Borodyanka sia “molto piu’ orribile” rispetto al recente presunto massacro di civili compiuto a Bucha, che ha spinto molti nella comunita’ internazionale ad accusare Vladimir Putin di crimini di guerra e l’assemblea generale dell’Onu ad approvare la sospensione della Russia dal Consiglio per i diritti umani.

Nella risoluzione proposta da Usa e Gran Bretagna si esprime “grave preoccupazione per la crisi umanitaria in Ucraina, in particolare per le notizie di violazioni e abusi del diritto internazionale umanitario da parte di Mosca“, a partire proprio da Bucha.

Da parte loro, i leader del G7 hanno concordato di vietare “nuovi investimenti in settori chiave dell’economia russa, compreso il settore energetico”, oltre ad ampliare i divieti all’esportazione di determinati beni e ad imporre un ulteriore giro di vite su banche e societa’ statali russe.

Due sono state le forti esplosioni che hanno interessato Odessa nelle ultime ore, mentre il procuratore generale ucraino Iryna Venediktova ha annunciato che 26 corpi sono stati estratti dalle macerie di due condomini bombardati a Borodyanka, cittadina a nord-ovest di Kiev dove circa 200 residenti risultano dispersi.

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