Il Movimento vuole allontanare Giorgetti: “appoggiamo la sua candidatura a Bruxelles”

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(di Massimiliano D’Elia) Il Movimento inizia le contromisure allo strapotere leghista e propone, come scrive Il Messaggero, due polpette avvelenate. Allontanare #Giorgetti, appoggiando la sua candidatura quale commissario Ue e proponendo il Mef alla #Lega. Non è andata giù ai pentastellati il teatrino della lettera di risposta a Bruxelles. Pronti quindi a sacrificare il ministro Giovanni #Tria, reo a parere dei 5S, di aver fatto asse con #Salvini, scrivendo a quattro mani la lettera per Bruxelles. La Lega può scegliere di sostituire Tria oppure mantenerlo al Mef, in questo caso sarebbe un ministro in quota Lega e spetterebbe solo e soltanto alla Lega sbrogliare la matassa con la Commissione Ue e la incombente procedura di #infrazione.

Allontanare Giorgetti, invece, è una priorità per il Movimento perchè il numero due della Lega, stimato economista, ha sempre mostrato particolare insofferenza verso i grillini. Giorgetti spinge da sempre per tornare subito alle urne, specialmente ora dopo il plebiscito ricevuto dalla Lega alle europee. E’ stato, però, sempre frenato da Salvini, apparentemente più attendista.

Di Maio da ieri ha cambiato strategia e  ha iniziato ad ammettere pubblicamente la vittoria leghista alle europee. Ha iniziato a concedere qualcosina all’alleato di governo.

Un esponente grillino dice al riguardo:“Per noi è giusto che il Mef vada alla Lega, data l’investitura popolare che ha ricevuto il 26 maggio e dunque tocca a Salvini metterci uno dei suoi, oppure tenersi Tria. Ma in questo caso deve essere chiaro a tutti che il ministro economico è in quota Lega e che la grana della procedura europea dovranno sbrogliarla loro”.

Altre poltrone i grillini non intendono cederle. “Per una ragione semplicissima”, dice un altro ministro grillino, non possiamo perdere la maggioranza in Consiglio dei ministri. Tanto più perché siamo il gruppo di maggioranza relativa in Parlamento”.

Quindi un probabile rimpasto avverrebbe tra ministri e sottosegretari del movimento. Danilo #Toninelli potrebbe essere sostituito da Stefano Buffagni, sottosegretario agli Affari regionali e una delle menti economiche del Movimento. Giulia #Grillo (Sanità) data in uscita per motivi familiari, potrebbe essere sostituita da Pierpaolo Sileri, presidente della commissione Sanità del Senato e medico e professore con un curriculum internazionale.

Elisabetta Trenta (Difesa), benchè blindata da Di Maio e dal Movimento potrebbe perdere la poltrona solo laddove Salvini, da sempre con lei in conflitto, chiedesse ufficialmente la sua testa. Altro ministro blindato è il responsabile dell’Ambiente Sergio #Costa.

Per quanto riguarda i sottosegretari, scrive invece Repubblica, rischiano tutti: da Vincenzo Santangelo ad Angelo #Tofalo, da Salvatore Giuliano a Lorenzo Fioramonti, da Stefano Buffagni a Laura Castelli, Emanuela Del Rè, Manlio Di Stefano, Carlo Sibilia. Il Movimento studierà tutte le loro schede per valutare il loro operato in questo primo anno di governo e deciderà se sostituirli o confermarli in parte.

Anche a livello territoriale si parte con la riorganizzazione. Con la scelta dei referenti regionali (da 3 a 5 per area), con la nomina dei coordinatori nazionali (la segreteria politica), e – per restare a quanto chiesto dai sindaci nella riunione di qualche giorno fa – con la fine del vincolo di due mandati per i consiglieri comunali.

Ci sarà anche un “manifesto” di valori, proposto da Alessandro Di Battista e Paola Taverna.

Per Di Battista qualcuno, scrive sempre Repubblica, parla perfino di un ruolo affianco del ministro degli Esteri Enzo Moavero alla Farnesina.

Matteo Salvini, forse sta commettendo un errore che potrebbe costargli caro: far guarire dalle ferite delle europee il M5S, consentirgli di riorganizzarsi e soprattutto di rinforzarsi.  

 

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