Il pericolo per la Nato e il Mondo dal confine tra Polonia ed Ucraina

Views

(di Andrea Pinto) Molti paesi Nato, compresa l’Italia stanno inviando armi in Polonia a sostegno della resistenza ucraina. Da informazioni osint sarebbe lo scalo di Rzeszow Jasionka (a 100Km dal confine ucraino), quello utilizzato per fare arrivare aiuti occidentali all’Ucraina. Lo scalo si trova a ridosso dell’autostrada E40 che porta direttamente a Kiev. Sull’aeroporto sono da tempo schierati i paracadutisti americani della 82ma divisione, mandata in Europa dal presidente Joe Biden prima che scoppiasse la guerra. Nei giorni scorsi la stampa specializzata ha notato sulla pista numerosi aerei cargo militari inglesi, spagnoli, tedeschi ma anche italiani.

Un’attività, quella svolta dagli occidentali in Polonia, che ha destato l’interesse dell’intelligence russa che sta cercando di individuare il corridoio che rifornisce le truppe di Kiev di viveri e armamenti. Il sospetto degli 007 del Cremlino è che le armi occidentali attraversino il confine polacco, nascoste dal continuo e massiccio flusso di profughi civili ucraini. Non a caso ieri gli Stati Uniti hanno inviato in quell’area diverse batterie di difesa missilistica patriot.

Il rischio che in queste ore si possa innescare la scintilla in grado di far deflagrare un conflitto totale tra Nato e Russia è pertanto altissimo. A riferirlo all’Adnkronos sono fonti occidentali qualificate, che stanno monitorando attentamente i movimenti in corso lungo i valici di frontiera tra Polonia e Ucraina.

Corridoi attraverso i quali si spostano verso la Polonia migliaia di civili ucraini in fuga dalla guerra, ma che, secondo l’intelligence russa, potrebbero essere utilizzati anche per fare affluire armi e attrezzature occidentali all’esercito e ai combattenti ucraini.

Le fonti temono che i servizi segreti di Mosca possano individuare questi movimenti e agire di conseguenza, lanciando attacchi missilistici mirati lungo il confine. Se questi missili dovessero colpire il territorio polacco, oltre ad una possibile strage di civili, si potrebbe innescare la reazione di Varsavia, che sarebbe titolata a chiedere l’intervento della Nato, in base all’articolo 5 del Trattato. Ma ad innescare la scintilla potrebbe essere anche l’abbattimento di uno dei velivoli da trasporto occidentali, considerati ostili dai russi per il tipo di carico a bordo (sistemi d’arma per le forze di Kiev). Una eventualità tattica sconsiderata perché si dovrebbe sconfinare in un Paese Nato mettendo a dura prova la difesa aerea dell’Alleanza, anticipando così la decretazione di una guerra su vasta scala. Però, come ci insegna la storia, in guerra le regole e l’etica lasciano sovente il posto ad azioni sconsiderate ed altamente impattanti per portare il verso del conflitto a proprio favore.

Articolo 5. Le parti convengono che un attacco armato contro una o più di esse in Europa o nell’America settentrionale sarà considerato come un attacco diretto contro tutte le parti, e di conseguenza convengono che se un tale attacco si producesse, ciascuna di esse, nell’esercizio del diritto di legittima difesa, individuale o collettiva, riconosciuto dall’ari. 51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assisterà la parte o le parti così attaccate intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l’azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l’uso della forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza nella regione dell’Atlantico settentrionale. Ogni attacco armato di questo genere e tutte le misure prese in conseguenza di esso saranno immediatamente portate a conoscenza del Consiglio di Sicurezza. Queste misure termineranno allorché il Consiglio di Sicurezza avrà preso le misure necessarie per ristabilire e mantenere la pace e la sicurezza internazionali.

Il pericolo per la Nato e il Mondo dal confine tra Polonia ed Ucraina