La Russia tende a sfinire la potenza militare ucraina

di Antonio Adriano Giancane

La Russia ha sferratto un massiccio attacco in Ucraina sparando 120 missili, 36 droni classe Shahed, ordigni civetta e facendo alzare in volo almeno 20 bombardieri strategici. I target hanno compreso edifici civili e luoghi strategici: numerose sono state le vittime e i danni. La risposta ucraina è stata immediata con 70 droni che hanno penetrato lo spazio aereo russo, impattando le città di Bryansk, Belgorod, Tula, Tver e persino la regione attorno alla capitale Mosca.

Le autorità russe hanno stilato il bollettino: 21 morti, compresi due bambini e danni significativi agli edifici. Il Cremlino ha risposto affermando che “tutto ciò non resterà impunito”. I russi accusano l’Europa, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna di incoraggiare gli attacchi di Kiev.

Una piccola imbarcazione imbottita di esplosivo è stata inviata da remoto dai militari ucraini nel settore nord-occidentale della Crimea. Potrebbe trattarsi di una nuova ed evoluta versione del Mamai, il micidiale barchino kamikaze utilizzato diverse volte nel Mar Nero. In risposta, la Marina russa ha spostato tre unità con capacità missilistiche. Attualmente, la Russia sta perseguendo obiettivi tattici e strategici in modo metodico, rispondendo all’affondamento di una nave d’assalto anfibio nel porto della Crimea. Le forze russe stanno testando le difese nemiche, identificando i punti d’attacco.

La Russia è molto attiva in tutti i domini, terra, cielo, acqua e cyber, tramite mezzi sofisticati ma anche mediante l’impiego di armamenti datati ed economici. Gli ucraini, invece, mostrano alcune difficoltà perchè iniziano a scarseggiare le munizioni e soprattutto militari da inviare sui diversi fronti sparsi in un territorio vasto com’è quello dell’Ucraina. Le difese aeree di Kiev, nelle ultime ore, non sono riuscite ad intercettare tutti i missili russi, evidenziando il limite della controffensiva di fronte ad una forza militare, quella russa, apparentemente inesauribile.

Gli aiuti occidentali promessi tardano ad arrivare per via delle resistenze interne dei vari governi e la carenza di uomini da inviare al fronte; ciò, potrà rivelarsi il vero tallone di Achille ucraino che mai e poi mai riuscirà ad avere la meglio su una superpotenza militare che continua la sua campagna militare perpetua in Ucraina, riuscendo a tenere a bada anche altre zone calde della terra, intessendo alleanze militari ed accordi bilaterali di carattere economico-commerciale con l’asse asiatico, capeggiato dalla Cina di Xi.

Le forniture britanniche e francesi di Storm Shadow/Scalp hanno potenziato la capacità di attacco ucraino, consentendo ripetuti attacchi contro la Flotta di Mosca nel Mar Nero. Tuttavia, è necessaria una maggiore disponibilità di risorse per intensificare le missioni. Gli esperti avevano previsto l’uso di incursioni missilistiche insieme a quelle dei droni, evidenziando l’accumulo di scorte e la produzione costante.

Ulteriori analisi suggeriscono che stanno arrivando nuovi carichi di munizioni pesanti dalla Corea del Nord, garantendo un vantaggio continuo alle forze russe e limitando la capacità di risposta delle unità ucraine. Alcuni osservatori aggiungono una nota “politica”, sottolineando che Vladimir Putin potrebbe intensificare l’azione bellica per consolidare una posizione di forza in primavera, soprattutto se il supporto degli alleati dovesse rallentare.

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