L’Inghileterra rispedisce indietro in pochi giorni i migranti albanesi

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I migranti albanesi che attraversano la Manica saranno rimpatriati nel giro di pochi giorni grazie ad un accordo di espulsione firmato ieri sera tra Gran Bretagna ed Albania tra Bledar Cuci, ministro degli Affari interni albanese, e Priti Patel, ministro dell’Interno inglese. Gli albanesi che provengono da un Paese terzo sicuro saranno considerati inammissibili al sistema di asilo del Regno Unito. Fattispecie che si applicherà alla quasi totalità dei migranti che provengono dalla Francia. L’accordo di rimpatrio rapido firmato ieri si basa su un accordo già esistente che la Gran Bretagna ha negoziato con l’Albania l’anno scorso per consentire il rimpatrio di criminali e contractor dei flussi migratori.

I bambini che arriveranno da soli potranno soggiornare negli alberghi solo per cinque giorni. Il Ministero dell’Interno inglese ha dichiarato che le autorità locali che trasferiscono i bambini non accompagnati in strutture di accoglienza entro cinque giorni lavorativi riceveranno una somma di denaro aggiuntiva di 6.000 sterline per bambino nell’arco di tre mesi.

Patel ha così commentato l’accordo: “Grazie ai nostri eccellenti livelli di cooperazione con l’Albania, coglieremo ogni opportunità per accelerare gli allontanamenti degli albanesi che non hanno diritto di stare nel Regno Unito”.

Cuci ha dichiarato: “Il ministro dell’Interno inlgese ef io abbiamo discusso anche di soluzioni a medio termine per offrire migliori opportunità ai giovani che consentano l’accesso al Regno Unito a professionisti e manodopera qualificata”.

In base a tale accordo i migranti albanesi saranno imbarcati su aerei charter che li riporteranno in patria entro pochi giorni dall’arrivo. Alti funzionari delle forze dell’ordine albanesi collaboreranno con i funzionari del Regno Unito per fornire l’intelligence e il supporto necessario per accelerare le procedure di richiesta di asilo.

I termini dell’accordo, ancora non noti hanno sollevato il timore che possano essere privilegiati gli albanesi rispetto ad altre nazionalità nel sistema di asilo. Le associazioni di beneficenza per i rifugiati hanno messo in dubbio la rapidità con cui potrebbero essere rimpatriati, dato che più della metà dei richiedenti asilo albanesi vede accettata la propria domanda nel Regno Unito. Molti di loro, infatti, sostengono di essere stati vittime di schiavitù in patria, argomentazione che impedisce o almeno ritarda il loro allontanamento.

Enver Solomon, direttore generale del Refugee Council, ha dichiarato: “Pregiudicare una richiesta
d’asilo sulla base di pregiudizi sul Paese d’origine del richiedente è totalmente sbagliato e mina il nostro processo di determinazione dell’asilo”.

Secondo fonti delle guarfdie di frontiera, essi rappresentano quattro su dieci di tutti gli attraversamenti. Il Daily Mail ha riportato che essi rappresentano 700 dei 1.295 migranti arrivati lunedì, cifra record giornaliera. Si ritiene che più di 5.000 albanesi abbiano attraversato la Manica quest’anno – circa un quinto di tutti gli attraversamenti.

Una fonte delle forze dell’ordine francesi a Calais ha detto che una delle ragioni che sta dietro l’aumento degli albanesi è che loro possono pagare di più rispetto alle altre nazionalità. La maggior parte di loro alloggia in alberghi economici a Dunkerque e Grand-Synthe, nel nord della Francia, dove circa 3.000 albanesi sono in attesa di attraversare la Manica: “Sono in grado di saltare la coda perché possono permettersi di pagare più di afghani, africani, iraniani e curdi”.

L’hotel Le Bretagne, di fronte alla stazione ferroviaria di Dunkerque, offre letti a 10 euro a testa. È per lo più pieno di albanesi, che tendono a rimanere solo per quattro notti. Il gestore di un bar nelle vicinanze ha detto che ogni giorno arrivano fino a sei nuovi albanesi. “Si fermano per qualche giorno“, ha detto. “Quest’estate ce ne sono molti di più”, ha aggiunto.

Marie Chapelle, di Utopia 56, un’organizzazione di beneficenza francese per i rifugiati, ha riferito di essere rimasta sorpresa dall’improvvisa ondata di albanesi. Li abbiamo incontrati per aiutarli ma hanno rifiutato cibo o assistenza sanitaria gratuita: “Sono molto sospettosi nei nostri confronti, quindi stanno alla larga. Pensano che siamo tutti informatori della polizia”.

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