Russia-Ue guerra aperta sull’energia, Mosca: “Stop petrolio ai Paesi ostili”

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La Russia di Putin continua con la guerra dell’energia e minaccia lo stop alle forniture di petrolio “ai Paesi ostili”, avvertendo che gli stoccaggi di gas non basteranno all’Ue per superare l’inverno.

Il vice premier russo Alexander Novak ha minacciato che sospenderà le forniture di oro nero ai cosiddetti “Paesi ostili” se imporranno “restrizioni”. L’avvertimento è diretto ai ministri delle finanze del G7 che si apprestano a riprendere le discussioni sull’imposizione di un limite al prezzo del greggio russo. Sul fronte del gas, il Cremlino è tornato poi a ripetere che sono le sanzioni Ue a impedire a Gazprom di fornire il gas all’Europa. La stessa Gazprom ha riferito che se anche i grandi Paesi europei dovessero riuscire a portare le proprie scorte di gas “vicine al massimo livello” consentito dagli stoccaggi, questo “non garantirebbe di superare la stagione dell’autunno-inverno in modo affidabile”. Di diverso avviso l’Agenzia di rating Fitch, secondo cui l’Europa “può resistere allo stop del gas russo”. Anche se con un impatto “doloroso”, quantificato con un calo del Pil tra 1,5 e 2 punti nell’Eurozona, che salirebbero a 3 per la Germania e a 2,5 per l’Italia.

L’inasprimento della posizione di Mosca a seguito della decisione dell’Ue di porre un tetto sul prezzo dell’energia e di elaborare un piano per ridurre la domanda di elettricità.

Certo è che il tempo stringe e a Bruxelles siamo ancora alle linee di pensiero sull’argomento perchè ogni Paese va ancora in ordine sparso. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz, ad esempio, ha affermato senza alcuna esitazione che rinunciare completamente al gas russo “non è una cosa che faremmo noi perchè non credo che sarebbe molto responsabile”.

Ma un segnale ai mercati potrebbe essere arrivato, con le quotazioni spot del gas stabili (oggi chiusura a 243 euro e +1,29%) da quando Ursula von der Leyen ha parlato di misure urgenti da prendere nel giro di qualche settimana.

Le annuncerà il 14 settembre a Strasburgo, nel discorso sullo Stato dell’Unione. Il consiglio straordinario energia, con i ministri che si riuniranno a Bruxelles il 9 servirà a sondare le reazioni alle ipotesi in campo. In primo luogo, quella del tetto al prezzo del gas, su cui la Commissione “prosegue il lavoro a livello tecnico”, ha detto la vice-direttrice generale Energia della Commissione Mechthild Wörsdörfer parlando alla commissione Industria dell’Europarlamento.

La Spagna vorrebbero proporre a Bruxelles usato nella Penisola iberica, con prezzo calmierato solo per il gas usato per produrre energia elettrica, con l’effetto di rendere le bollette più leggere. Il price cap può essere applicato “sulle importazioni dalla Russia”, l’idea sostenuta dall’Italia, “oppure applicato all’interno dell’Ue, sul mercato all’ingrosso o al dettaglio, stiamo valutando tutte le possibilità” ha spiegato Wörsdörfer.

Un accenno è stato fatto anche all’idea di attuare “misure urgenti sui prezzi dell’elettricità per tutelare le industrie critiche”, come un piano per la riduzione della domanda, sulla falsariga di quanto approvato a luglio sul taglio del 15% dei consumi di gas. Ma secondo indiscrezioni confermate da più fonti, la Commissione avrebbe in mente, secondo quanto scritto in un ‘non paper’ che circola a Bruxelles, di proporre un tetto al prezzo dell’elettricità prodotta da fonti diverse dal gas per ricavarne risorse con cui ammortizzare i costi delle bollette.

In sostanza, scrive l’Ansa, gli introiti legati alla differenza tra il price cap e il prezzo finale verrebbero utilizzati per sussidi ai consumatori che devono fare fronte al caro bollette.

Russia-Ue guerra aperta sull’energia, Mosca: “Stop petrolio ai Paesi ostili”

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