Onu, si tratta per una tregua a Gaza. Biden: “Una tragedia” le 20000 vittime

di Francesco Matera

Ieri all’Onu ancora fumata nera presso il Consiglio di sicurezza sul testo della risoluzione per una tregua dei combattimenti a Gaza. Nel frattempo il numero delle vittime aumenta di ora in ora, raggiungendo una cifra record di venti mila morti, considerando un conflitto che è iniziato da soli due mesi e mezzo in una parte di territorio piccolissimo.

Biden ieri ha definito i 20mila morti “una tragedia” anche se ha imposto per ben due volte il veto in sede Onu ai testi di diverse precedenti risoluzioni.

Il Washington Post ha avuto accesso alla risoluzione che verrà discussa oggi e ha evidenziato che le parole “cessate il fuoco” potrebbero essere sostituite con un’urgente sospensione delle ostilità per permettere un accesso umanitario sicuro e senza ostacoli.

La semantica la fa da padrona per cercare una soluzione accettabile per evitare il veto di uno dei cinque membri permanenti – Stati uniti, Russia, Cina, Francia e Regno Unito.

Al netto dei buoni propositi del Consiglio di Sicurezza il leader israeliano Benjamin Netanyahu vuole continuare la sua campagna fino alla fine, fino alla distruzione totale di Hamas.

Hamas, invece, auspica un cessate il fuoco permanente per fermare la strage di civili e soprattutto di bambini, proponendo come contropartita la liberazione dei 108 ostaggi vivi e la restituzione dei 29 corpi di quelli morti le cui cause sono ancora da appurare.

Israele propende nel concedere solo una tregua di una settimana in cambio di 40 ostaggi tra donne, bambini e feriti, facendo registrare il “niet” di Hamas.

Ieri il capo dell’ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh, è volato in Egitto per discutere con il ministro dell’Intelligence egiziano Abbas Kamel di far terminare l’aggressione e la guerra per preparare un accordo per liberare ostaggi e prigionieri e porre fine all’assedio sulla Striscia di Gaza.

Haniyeh ha anche incontrato a Doha  il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amir-Abdollahian.

Qatar ed Egitto, infatti, sono i principali attori nella difficile opera di mediazione che in queste ore, salvo qualche colpo di scena dell’ultimo minuto, potrebbe essere annunciata al mondo concedendo in primis l’ingresso degli aiuti umanitari per una popolazione, quella di palestinese di Gaza, stremata da un conflitto in pieno centro urbano.

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