Zelensky vuole tornare ai confini del 24 febbraio scorso. G7: “Aiuti fino al tempo necessario”

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Dopo il G7, dove Zelensky ha chiesto di aiutarlo a vincere la guerra entro Natale, oggi la parola passa al vertice Nato di Madrid. Ieri il segretario generale Jean Stoltenberg ha annunciato la decisione di aumentare le forze di pronto intervento schierate ai confini della Russia, da 40.000 a 300.000. Uno dispiegamento massiccio per rassicurare i paesi dell’Est Europa, convinti di essere le prossime prede di Mosca.

Zelensky al G7: “il conflitto deve concludersi entro l’inverno, altrimenti i russi consolideranno troppo le posizioni nelle aree occupate e non riusciremo più a scacciarli“.

Si, perchè l’inverno è una minaccia per le truppe di Zelensky dislocate su un fronte che supera i duemila kilometri. Zelensky ha chiesto, pertanto, aiuti per quanto riguarda la difesa aerea per difendersi dagli attacchi di Mosca e cercare, così, di riportare i suoi uomini in quelle aree dove i russi hanno intenzione di consolidare la loro posizione.

Zelensky ha poi detto che è sua intenzione tornare alla situazione precedente all’invasione di febbraio. Una condizione a cui pochi credono si possa arrivare dopo che Putin è andato oltre ogni previsione. Ha perso sul campo di battaglia decine di migliaia di giovani russi, per questo motivo è difficile che torni indietro senza un’evidente contropartita vittoriosa da poi sventolare in patria di fronte ad un’opinione pubblica, totalmente drogata dalla propaganda.

Il G7 ha, però, ribadito di voler aiutare l’Ucraina per tutto il tempo necessario.

I primi a dare una risposta concreta sono gli Usa che si sono spinti oltre la retorica annunciando l’invio di radar e sistemi missilistici terra aria norvegesi di media e lunga gittata NASAMS. Roma e Parigi, scrive corsera, potrebbero contribuire col sistema terra-aria Samp/T, batterie anti-aereo e missile capaci di intercettare vettori fino a una distanza di 25 chilometri (e aerei lontani 100 km). Ne esistono pochi, costosissimi esemplari: 6 in Italia, 10 in Francia.

L’Italia fornirà anche artiglieria a lunga gittata, gli MLRS che sono semoventi cingolati lanciarazzi.

Va avanti anche la proposta italiana di imporre il tetto sul prezzo del petrolio (price cap) che dovrebbe togliere risorse a Putin. A ciò si aggiunge l’embargo sulle esportazioni dell’oro russo.

Sul dossier del “grano” il segretario generale dell’Onu Guterres ha dato la buona notizia: “siamo vicini allo sblocco del grano siamo al momento della verità. C’è un accordo tra le parti per il passaggio da tre porti controllati da Kiev. Attendiamo una risposta dal Cremlino“.

Le navi con il grano saranno scortare dagli ucraini perchè conoscono le vie marittime libere dalle mine per poi proseguire la navigazione scortate dalle navi turche, protette da una risoluzione Onu. La palla ora è in mano ai russi che devono garantire di non attaccare i preziosi carichi di cereali.

Zelensky vuole tornare ai confini del 24 febbraio scorso. G7: “Aiuti fino al tempo necessario”

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