Zingaretti, il tuo pericolo è in casa

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Zingaretti dal palco di Ravenna: “Credetemi, questi volti, quei volontari nelle cucine che vanno dai 15 ai 90 anni, questa umanità generosa è la nostra piattaforma”. 

(di Massimiliano D’Elia) Nicola Zingaretti con l’arguzia di Matteo Renzi (io direi cinismo di Renzi) ha portato il partito al Governo. Nessuno avrebbe scommesso uno scenario del genere dopo i risultati delle politiche dello scorso marzo. Eppure è successo ed ora il Pd ha incasellato nel reticolo dei dicasteri di peso tutti i suoi rappresentanti. Una specie di scacco matto. Questa mattina il voto di fiducia alla Camera dei Deputati e domani al Senato della Repubblica. Alcuni flebili pericoli per la maggioranza potrebbero aversi al Senato dove per una manciata di voti potrebbe saltare tutto. Mentre oggi si voterà la fiducia alla Camera, Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia ha invitato in piazza Montecitorio tutti gli italiani (senza colore politico) contrari al governo giallo-rosso. Non ci saranno bandiere dei partiti ma solo tricolori. Giorgia Meloni ha convinto la Lega di Matteo Salvini a scendere in piazza oggi, mentre quelli di Forza Italia non hanno accettato l’invito dicendo che la vera opposizione si fa in Parlamento. 

Tornando al Pd, Zingaretti ieri da Ravenna appare entusiasta: “Finalmente ce l’abbiamo fatta. Abbiamo combattuto uniti. Non commettiamo errori del passato. Ora in questo tempo nuovo bisogna provare a cambiare tutto. Il Pd sia protagonista di una stagione unitaria di ricerca nuova, aperta nella società”. 

Peccato che l’entusiasmo di Zingaretti può essere minato nei prossimi mesi proprio da Matteo Renzi che non riesce a rimanere ai margini della scena politica.

L’occasione è la decima edizione della Leopolda – dal 18 al 20 ottobre-, dove verrà annunciata la nascita dei gruppi renziani in Parlamento. 

L’unico gruppo, però, che può costituirsi è alla Camera perchè al Senato  lo impedisce il regolamento. Renzi, quindi, passerebbe con i suoi senatori al  gruppo misto. Il renziano Andrea Marcucci resterebbe capo gruppo Pd al Senato, proprio per controllare il resto dei senatori Pd.

A Montecitorio, scrive il Tempo, a uscire dal gruppo Pd potrebbero essere i deputati della mozione “Sempre avanti”: i leader Giachetti e Ascani, e poi Nobili, Ferri, Anzaldi. In forse l’addio di Maria Elena Boschi, mentre viene dato per certo che ad avere un ruolo «di primo piano» in questa «avventura» sarebbero Bellanova (proprio oggi Renzi ha twittato in modo sibilinno «Orgoglioso di Teresa, della strada che abbiamo fatto insieme e di quella che ancora faremo») e Marattin. 

La strategia di Matteo Renzi, nella formazione di queste due nuove entità, è quella di creare una nuova forza con cui poter negoziare nelle due Aule del Parlamento, Palazzo Chigi e Zingaretti avvisati!

 

Zingaretti, il tuo pericolo è in casa