La Russia inganna e arruola i giovani cubani tramite i social

Il giornale bisettimanale Time racconta una strana storia. Un diciannovenne cubano si è trovato a  dormire accanto a soldati russi in una trincea in Ucraina, a più di 6.000 miglia da casa. Secondo il racconto, il ragazzo cubano ha accettato una vantaggiosa offerta postata su WhatsApp per un impiego nel settore dei lavori di costruzione per l’esercito russo. Invece, a suo dire, lui e un suo amico sono stati equipaggiati con armi e mandati contro la loro volontà in prima linea.

Immagine di Reuters

Il caso è stato amplificato a Cuba dopo che sono circolati in rete una serie di appelli via video di ragazzi cubani che chiedevano aiuto, auspicando un pronto rientro in Patria. 

Il clamore suscitato dai video ha spinto il governo cubano a denunciare che una rete di trafficanti di esseri umani operante dalla Russia stava attirando giovani cubani per arruolarli in Ucraina.

L’8 settembre alcuni funzionari cubani hanno dichiarato di aver arrestato 17 persone in relazione al presunto traffico di esseri umani. Ma i post sui social media, i messaggi audio e i video delle reclute in Russia esaminati dal TIME, insieme alle interviste ai familiari e ai documenti ottenuti da un gruppo di hacker ucraini, raccontano una storia molto diversa. 

A giugno scorso, sui gruppi Facebook cubani sono comparsi post che pubblicizzavano un “contratto con il Ministero della Difesa per il servizio militare nell’esercito russo“. Alle reclute è stato offerto uno stipendio mensile di 204.000 rubli, pari a 2.086 dollari americani, una somma inimmaginabile a Cuba, dove il salario medio è inferiore a 50 dollari al mese. Il 5 settembre, un gruppo di hacker ucraini ha pubblicato quella che sembrava essere una versione del contratto di sei pagine che le reclute firmavano una volta arrivate in Russia, tradotto in uno spagnolo impeccabile.

Il contratto richiedeva un impegno di un anno e prevedeva benefici che includevano una tassa di arruolamento una tantum di 195.000 rubli (circa 2.000 dollari) e 2 milioni di rubli (circa 21.000 dollari) per le loro famiglie in caso di morte. I termini del contratto corrispondono a quelli promossi pubblicamente dal Ministero della Difesa russo, compresa la possibilità di ottenere la cittadinanza russa per la recluta e la sua famiglia.

Non è chiaro quanti coscritti abbia prodotto la campagna di reclutamento. Le stime dei gruppi cubani per i diritti umani variano da circa 750 reclute a più di 1.000. TIME ha esaminato 199 passaporti di cubani, di età compresa tra i 18 e i 69 anni, che sembrano essersi arruolati nell’esercito russo dalla metà di luglio, e ne ha abbinati più di 20 a profili di social media che ne hanno confermato i nomi, i volti e le città di provenienza. 

Forse l’indicazione più chiara che la stragrande maggioranza di queste reclute è andata in Russia di sua spontanea volontà viene dai loro stessi post sui social media. Le reclute hanno postato foto con carri armati russi, hanno sorriso con altri cubani nelle loro nuove uniformi militari russe e si sono vantate di inviare denaro a casa.

Le accuse di traffico di esseri umani potrebbero essere un tentativo del governo cubano, alleato della Russia, di mantenere la sua dichiarata neutralità sulla guerra, dicono al TIME ex funzionari statunitensi, esperti sulle questioni cubane. 

Il Ministero degli Esteri di Cuba ha dichiarato che la Nazione partecipa al conflitto bellico in Ucraina, respingendo le accuse di essere complice del reclutamento. Tuttavia, decine di passaporti esaminati dal TIME erano stati emessi di recente, il che rende improbabile, secondo gli esperti, che il governo comunista, che tiene sotto stretto controllo i suoi cittadini, non abbia rilevato l’improvviso esodo.

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