Preziosa: “La Russia sta perdendo il suo futuro”

Il generale Pasquale Preziosa, già capo dell’Aeronautica Militare e oggi presidente dell’Osservatorio Sicurezza di Eurispes è intervenuto, questo pomeriggio, a TGCOM24 sulla crisi in Ucraina. Il generale ha analizzato la recente “densa” e “intensa” attività missilistica russa precisando che il sistema di difesa Patriot ha funzionato (secondo quanto riferito dagli ucraini) contro i temutissimi Khinzal russi (missili ipersonici che hanno viaggiato a mach 9). E’ interessante che i missili lanciati da Mosca siano stati sparati quasi contemporaneamente da posizioni diverse e distanti tra loro, ha stigmatizzato Preziosa, precisando che la Russia ha tentato così di saturare i sistemi difensivi ucraini. Questi tipi di missili ipersonici russi, ha analizzato il presidente dell’Osservatorio Sicurezza di Eurispes, non costituiscono più un “game changer” per l’Occidente, semmai l’abbattimento venisse confermato. Il generale ha poi trattato la posizione della Cina nel contesto della presente crisi internazionale, in riferimento anche alla proposta di pace elaborata da Pechino.

Proprio sulla posizione della Cina, nel nascente ordine mondiale, abbiamo sentito il generale Preziosa per alcuni approfondimenti.

La Cina, ha argomentato Preziosa, ha un solo obiettivo: affermarsi come potenza mondiale. La Russia invece è alla ricerca di un suo possibile futuro ora al fianco della Cina che la sta coinvolgendo in iniziative che solo apparentemente sembrano convenienti.
La lettura geopolitica del prossimo Summit Cina-Paesi dell’Asia centrale del prossimo 18-19 maggio potrà offrirci una più chiara visione del futuro della Russia che si è legata alla Cina per ricacciare gli USA dall’Europa e riguadagnare qualche posizione negli scenari internazionali.

Il Summit voluto da Pechino ha l’obiettivo, in formato 5 più 1, di deliberare su proposte cinesi di coinvolgere i cinque paesi a poter far parte della Belt & Road & initiative.
Il motivo alla base dell’iniziativa, secondo Preziosa, è quello di far comprendere ai paesi partecipanti che faranno parte di un futuro condiviso con la Cina (the Xi’an should also respond to the “global community of shared future” -globaltimes.cn).
Il summit parte dal presupposto che le relazioni con l’Occidente sono in crisi e la cooperazione rafforzata con la Cina potrebbe comportare un migliore sviluppo economico dei Paesi dell’Asia Centrale.

Secondo gli organizzatori del Summit, tale cooperazione è molto importante perché l’occidente preferirebbe invece, un confronto geopolitico di questi Paesi con la Russia e la Cina con l’aggiunta che gruppi terroristici radicali in Medio Oriente si stanno già organizzando contro la Cina per destabilizzare le sue regioni occidentali.
Fino ad oggi la Russia si è presa cura della sicurezza dell’area centrale asiatica e tre dei paesi Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan fanno già parte del CSTO (Collective Security Treaty Organizzation) inoltre, ha diffuso la lingua russa come lingua veicolare per le comunicazioni tra i paesi centro asiatici.

La Russia però, aggiunge il generale, non è stata in grado di fare grandi investimenti nell’area che oggi è caratterizzata da alti tassi di disoccupazione. Pertanto, l’espansione degli investimenti cinesi nell’Asia Centrale comporterà la creazione di nuovi posti di lavoro e una maggiore integrazione dei Paesi.

Secondo gli organizzatori la destabilizzazione dei paesi dell’area centrale potrebbe essere l’obiettivo di potenze lontane dall’Asia (gli USA?).

Cina e Russia, quindi, dovrebbero assumersi l’onere di rendere i Paesi dell’area centrale asiatica prosperi e stabili, stimolando lo sviluppo economico. La Cina e la Russia, per quanto affermato, non entreranno mai in conflitto tra loro. Il summit si regge su una narrativa antioccidentale e sarà interessante leggere i documenti conclusivi per meglio capire i risvolti geopolitici dell’iniziativa.

Comunque, ad una prima lettura degli eventi, si può ipotizzare che la Cina con gli investimenti potenziali in queste regioni mira ad ampliare la sua strategia legata alla Belt & Road initiative. Gli investimenti nella regione in futuro saranno cinesi e non russi con un conseguente rafforzamento dei legami politici di questi Paesi con la Cina.
La Russia ne uscirà quindi ridimensionata nel suo ruolo di potenza regionale. Ciò conferma l’affermazione di molti analisti che lo scivolamento di Mosca verso Pechino ridurrà pesantemente il suo ruolo da potenza mondiale a Junior Partner della Cina.

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