Libia: Trump è con Haftar

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Donald Trump, durante la telefonata con il generale libico Khalifa Haftar della settimana scorsa, ha sostenuto l’offensiva nella capitale del paese per deporre il governo del primo ministro Fayez al-Sarraj.

Lo riporta “Bloomberg” secondo quanto riferito da alcuni funzionari statunitensi a conoscenza del dossier. Anche un precedente appello del consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Bolton, aveva lasciato pensare ad Haftar di aver ottenuto il semaforo verde degli Usa per far avanzare su Tripoli le forze dell’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna), riferiscono i tre diplomatici.

Questi resoconti vanno oltre la dichiarazione rilasciata dal capo della Casa Bianca lo scorso 15 aprile, dopo la telefonata con Haftar, conversazione avvenuta dopo che il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha incontrato il presidente degli Stati Uniti il ​​9 aprile e lo ha invitato a sostenere Haftar, secondo due persone che hanno familiarità con la questione. Trump ha anche parlato con Abu Dhabi, il principe ereditario Mohammed bin Zayed Al Nahyan, sostenitore di Haftar.

La posizione della Casa Bianca nei confronti di Haftar rappresentata un cambio di rotta rispetto a quanto dichiarato pubblicamente, pochi giorni prima, dal segretario di Stato Michael Pompeo, che il 7 aprile aveva affermato: “Abbiamo chiarito che ci opponiamo all’offensiva militare delle forze di Khalifa Haftar e sollecitiamo l’immediato arresto di queste operazioni militari contro la capitale libica”. A rafforzare quanto riferito da “Bloomberg” c’è anche la posizione ambigua di Washington al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite: inizialmente gli Stati Uniti hanno appoggiato gli sforzi da parte del Regno Unito di fermare le forze di Haftar, per poi cambiare improvvisamente rotta, bloccando gli sforzi per l’approvazione di una risoluzione.

 

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