Manovra, timida sulla lotta all’evasione fiscale

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(di Massimiliano D’Elia) Il consiglio dei ministri è iniziato poco prima della mezzanotte, intorno alle 23 dopo una giornata “tesissima” all’interno della maggioranza. Giuseppe Conte, ad un certo punto, ha inviato un sms al ministro dell’Economia Gualtieri, per suggerirgli di  concentrarsi sulla lotta all’evasione fiscale.

Su una manovra che dovrebbe attestarsi a 31 miliardi di euro, mancano all’appello i 3 miliardi di entrate spostate al 2020 con la proroga dei versamenti di partite Iva e forfetari. 

La maggioranza viaggia sul filo del rasoio per quanto riguarda il tetto al contante, l’abbassamento della soglia di punibilità per i reati fiscali e Quota 100. 

L’esortazione del premier Giuseppe Conte di dedicare maggiore sforzi alla lotta all’evasione si è tradotta negli importi delle bozze  del decreto fiscale: parliamo di 3,5 miliardi. Una somma di denaro proveniente in minima parte dalla lotta all’evasione, il resto proviene dalle nuove tasse sui giochi, mentre gli aumenti su sigarette, plastica e forse gasolio saranno affidati alla manovra. 

Per questo motivo i tre miliardi dei versamenti Irpef che si concretizzeranno nel 2020 ma costituiscono il saldo del 2019 sono indispensabili per coprire la manovra. 

Alla spending review, scrive il SOle 24Ore tocca il compito di portare circa 2,5 miliardi aggiuntivi, e un altro miliardo dovrebbe arrivare dalle misure su detrazioni e deduzioni. 

Se di calma si può parlare, dopo la lettura della bozza del decreto fiscale, la vera bagarre può arrivare in Aula dove Italia Viva non vuole mollare la presa su quota 100, abbassamento delle soglie punibilità per i reati fiscali e sul tetto a 1000 euro per il contante, facendo capire che utilizzerà lo strumento degli emendamenti. 

Al netto delle palpabili tensioni, sono 14,4 i miliardi di deficit che Roma chiederà a Bruxelles, gran parte dei quali serviranno per raggiungere i 23 miliardi, necessari per  evitare l’aumento dell’Iva. 

Per il taglio al cuneo fiscale quest’anno ai lavoratori potrebbero entare mensilmente in busta paga circa 40 euro netti. 

Per le imprese, il pacchetto fiscale prevede il rilancio degli incentivi targati Impresa 4.0, il rifinanziamento di Nuova Sabatini, fondo di garanzia Pmi e Bonus investimenti Sud, insieme all’accelerazione sulla progressiva deducibilità da Irpef/Ires dell’Imu pagata sui capannoni. 

 

Manovra, timida sulla lotta all’evasione fiscale

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