Svolta della guerra in Ucraina: tank occidentali e aumento forniture munizioni. Colpo di grazia a Putin o ci si prepara ad una guerra lunga?

(di Andrea Pinto) La guerra in Ucraina, nelle ultime ore, sta prendendo un verso diverso. Si starebbe giocando il tutto per tutto con l’intento di portare a miti consigli Putin, ovvero prepararsi ad affrontare una guerra lunghissima che alcuni analisti, accomunano alla guerra di Corea.

Il Pentagono, poche ore fa, ha annunciato che aumenterà di sei volte la produzione di proiettili da 155 millimetri, quelli di cui le forze ucraine hanno più bisogno fino ad arrivare a 90.000 al mese in due anni. Lo ha reso noto il New York Times. Si tratta di un livello di produzione che non si vedeva dai tempi della guerra di Corea. Il piano prevede l’investimento di miliardi di dollari, la creazione di nuovi impianti di produzione e il coinvolgimento di più produttori.

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Sulla controversa questione del tank Leopard II, ieri la svolta. Stati Uniti e Germania hanno deciso di inviare i loro carri armati in Ucraina. Funzionari ucraini hanno affermato che tali forniture di mezzi pesanti potranno aiutare le forze militari in ben sedici territori, oggi occupati dai russi.

L’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Joe Biden annuncerà a breve che invierà almeno 30 carri armati Abrams. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha riferito di essere pronto ad inviare almeno 14 carri armati Leopard II.

L’ambasciatore russo negli Stati Uniti, Anatoly Antonov, su twitter ha bollato la notizia parlando di “un’altra palese provocazione“: “Se gli Stati Uniti decidono di fornire carri armati, giustificare un simile passo con argomentazioni sulle ‘armi difensive’ sicuramente non funzionerà.

Questa sarebbe un’altra sfacciata provocazione contro la Federazione Russa”.

Il nodo tei tempi di consegna

La tempistica di qualsiasi potenziale consegna, tuttavia, rimane poco chiara e potrebbero essere necessari mesi o addirittura anni prima che i veicoli da combattimento statunitensi raggiungano il fronte.

La Gran Bretagna ha già detto che invierà i carri armati Challenger Two in Ucraina. La Polonia questa settimana ha dichiarato di voler inviare i carri armati Leopard 2 in Ucraina, dopo l’approvazione all’esportazione da parte della Germania, che di fatto ne detiene il brevetto a livello globale.

Sono 16 i Paesi europei e della NATO che hanno in dotazione i carri armati Leopard II, secondo l’International Institute for Strategic Studies di Washington. Non tutti invieranno, però, i propri carri armati in Ucraina per non sguarnire le proprie capacità. Tuttavia la decisione di Scholz potrebbere convincere anche gli altri a contribuire allo sforzo occidentale in Ucraina.

L’Ucraina, secondo alcune indiscrezioni fatte trapelare ai media, avrebbe bisogno di almento 300 carri armati moderni per cercare di tenere testa alle forze russe.

Per questo motivo si starebbe cercando di convincere altri Paesi europei e baltici a cedere parte dei loro carri armati all’Ucraina.

I carri armati occidentali – tra cui il Challenger 2 del Regno Unito, il Leopard II della Germania e l’Abrams fabbricato negli Stati Uniti – sono considerati superiori ai T-72 russi, risalenti all’era sovietica.

I carri armati occidentali saranno in grado di fornire ai militari ucraini maggiore protezione, velocità e precisione.

Al netto delle forniture di carri armati, munizioni ed artiglieria pesante, rimane il nodo della questione tempo. Occorre una consegna celere come anche l’addestramento che non è semplice e scontato.

Rimane la falla della difesa aerea: l’Ucraina ne è totalmente sguarnita. Speriamo che alla fine l’Occidente non decida di farsene carico. A questo punto sarebbe III Guerra mondiale a tutti gli effetti.

L’Ucraina ha, infatti, chiesto all’Occidente, in diverse occasioni, di fornire aerei da combattimento moderni. Finora la richiesta è rimasta disattesa perchè comporterebbe un coinvolgimento diretto in guerra della Nato e degli alleati.

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