Trump incriminato, attesi disordini a New York

La procura di Manhattan ha incriminato Trump per il pagamento di 130mila dollari a favore della pornostar Stormy Daniels. Avrebbe pagato per il silenzio, ovvero tacere sulla loro relazione.

L’incriminazione alla pornostar è solo una delle inchieste aperte a carico di Trump. La sua situazione legale potrebbe complicarsi con l’esito di altre indagini in corso come quelle sul 6 gennaio, quelle sulle interferenze sul voto in Georgia e quelle sulle carte segrete trovate a Mar-a-Lago.

La reazione di Trump non si è fatta attendere: “E’ una persecuzione politica e una interferenza elettorale, una caccia alle streghe che si ritorcerà contro Biden”.

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Il gran giurì a sorpresa ha emesso il verdetto che non si aspettava così veloce. La polemica sta infatti montando perchè, a quanto pare, i giurati avrebbero dovuto valutare altri casi ma, stranamente, hanno valutato prima di tutti gli altri quello dell’ex presidente Usa.

Ora il tycoon dovrà presentarsi dinanzi alla procura. Dallo studio legale in Florida fanno sapere che Trump si presenterà spontaneamente e si sottoporrà alle procedure del caso, dalle impronte digitali alle foto. I legali si portano avanti per evitare un sonoro e scenografico arresto.

L’attenzione è massima a New York dove la polizia si aspetta manifestazioni e proteste, dopo che Trump nei giorni scorsi aveva incoraggiato i suoi seguaci ad una specie di pseudo guerra civile.

Nessuno è al di sopra della legge. Questa incriminazione è solo l’inizio“, così Michael Cohen, l’ex legale del tycoon divenuto poi il suo principale accusatore. I repubblicani gridano già allo scandalo e all’oltraggio pur non conoscendo le accuse. Il figlio Eric Trump definisce l’incriminazione come un attacco a un rivale politico. Il suo riferimento è ai democratici di Alvin Bragg, il primo afroamericano procuratore di Manhattan. In casa dei democratici al momento tutto tace, così come alla Casa Bianca di Joe Biden.

Sostegno è arrivato dallo speaker della Camera, Kevin McCarthy, il quale – parlando del procuratore – ha detto che “ha danneggiato irreparabilmente il nostro Paese nel tentativo di interferire nelle elezioni presidenziali“. Appoggio anche dall’arcinemico dell’ex presidente, Ron De Santis. “La strumentalizzazione del sistema giudiziario per far avanzare un’agenda politica capovolge lo stato di diritto ed è anti-americana”,  le sue parole. De Santis ha anche aggiunto che la “Florida non risponderà alla richiesta di estradizione”.

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