Ucraina: guerra alle centrali elettriche e alla ferrovia mentre Putin nazionalizza le filiali di Ariston e Bosh

di Emanuela Ricci

Le centrali elettriche ucraine sono il bersaglio preferito dei russi in questi giorni. Colpite con 34 missili le centrali di Dnipro, Ivano-Frankivsk e Leopoli. Danneggiata, in modo grave, anche la principale compagnia energetica privata ucraina, Dtek. L’operatore statale Ukrenergo è stato costretto a spegnere la sua linea principale nell’ovest del paese. Secondo i militari ucraini ora rischiano le ferrovie perchè i russi mirano a ritardare i rifornimenti, dopo l’approvazione del primo pacchetto di aiuti americani che ammonta a sei miliardi di euro.

Nel frattempo i servizi di sicurezza ucraini hanno lanciato attacchi con droni contro raffinerie di petrolio a Ilsky e Slavyansk, oltre a un aeroporto militare nella regione russa di Krasnodar e alla base aerea di Kushchyovskaya. I droni hanno causato danni ingenti all’industria petrolifera russa. I negoziati sottotraccia vanno avanti in Qatar, senza progressi significativi ha però enfatizzato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov .

Inoltre i queste ore si registra tensione tra Roma e Mosca a seguito della decisione di Putin di nazionalizzare le filiali russe delle società italiane Ariston e Bosch, trasferendole alla russa Gazprom Domestic Systems. Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha convocato l’ambasciatore russo in Italia per avere chiarimenti.

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| MONDO |