La Wagner punta al “Corridoio di Suwalki, “il tallone d’achille della Nato” mentre Putin pensa di legalizzare i suoi  mercenari

di Antonio Adriano Giancane

Secondo un’analista militare ed ex ufficiale russo, Andrey Kartapolov, la Russia vuole utilizzare le sue milizie private per invadere i Paesi considerati gli “anelli più deboli” della NATO.

Secondo l’ex ufficiale la compagnia Wagner potrebbe essere utilizzata per conquistare un’area nota come Corridoio di Suwalki, una striscia di terra di 65 km tra Polonia e Lituania che rivestre rilevanza strategica per NATO, Ue e Russia.

Per l’Occidente, è l’unico collegamento terrestre con le tre repubbliche baltiche ex-sovietiche Lituania, Lettonia ed Estonia, che potrebbero essere vulnerabili a Putin se l’attuale tensione est-ovest dovesse peggiorare.

Per la Russia, il controllo del corridoio garantirebbe un collegamento terrestre tra l’exclave baltica di Kaliningrad, base principale della flotta baltica di Putin, e la Bielorussia.

Andrey Kartapolov, ora deputato e presidente della commissione difesa del Parlamento russo, ha dichiarato alla TV di Stato: “È chiaro che Wagner è andata in Bielorussia per addestrare le forze armate bielorusse…ma non solo. Esiste un luogo come il Corridoio di Suwalki. Se dovesse succedere qualcosa, abbiamo molto bisogno di questo Corridoio di Suwalki. Una forza d’assalto (la Wagner ndr) di stanza in Bielorussia è pronta a prendere questo corridoio in poche ore”.

L’obiettivo è quello di prendere subito tale corridoio, considerato il “tallone d’Achille” o “ventre molle” della NATO. Poiché potrebbe essere il primo punto di contatto in una terza guerra mondiale, il corridoio è stato definito “il luogo più pericoloso della Terra”.

Un’annessione del corridoio da parte della Russia potrebbe far attivare l’art.5 della NATO, con le inevitabili conseguenze di un’escalation tra superpotenze.

Non a caso la Polonia si sta rapidamente riarmando a causa della minaccia di Mosca e la Germania sta per schierare 4.000 truppe in modo permanente in Lituania, mentre la NATO rafforza la sua presenza negli Stati baltici.

Nel frattempo decine di migliaia di truppe della Wagner sono arrivate in Bielorussia negli ultimi giorni.

Altre truppe sono state viste sulla strada nella regione russa di Lipetsk, diretti verso gli Stati senza sbocco sul mare.

Il corridoio di Suwalki

Il corridoio tra Polonia e Lituania venne costituito dopo l’accordo di Suwalki del 1920, ma ebbe poca importanza nel periodo tra le due guerre poiché all’epoca i territori polacchi si estendevano più a nord-est, mentre durante la guerra fredda la Lituania faceva parte dell’Unione Sovietica e la Polonia apparteneva al Patto di Varsavia. Ma dopo lo scioglimento dell’Unione Sovietica e della fine del Patto di Varsavia, tutti i paesi dell’area baltica aderirono sia all’Unione europea che alla NATO. In seguito sia la Russia che i paesi dell’Ue manifestarono un grande interesse per il corridoio e per l’utilizzo dello stesso come via di transito per merci e persone. Negli anni ’90 e all’inizio degli anni 2000, la Russia tentò di negoziare la creazione di un corridoio extraterritoriale per collegare exclave di Kaliningrad con Hrodna in Bielorussia, ma Polonia, Lituania ed Unione europea si opposero.

Le tensioni di NATO, Polonia e Lituania con la Russia per l’utilizzo del corridoio di Suwałki si intensificarono nel 2014, quando la Russia annesse la Crimea per poi acuirsi ulteriormente dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel febbraio 2022. Queste tensioni hanno portato nella primavera 2022 la NATO e la Lituania a rafforzare la presenza militare nell’area del corridoio e l’Unione europea nel giugno 2022 a bloccarne l’utilizzo, impedendo, di fatto,  il passaggio via terra da e per Kaliningrad, come conseguenza delle sanzioni imposte alla Russia per invasione dell’Ucraina.

Alcuni gruppi mercenari in Russia verranno legalizzati

Il Cremlino ha dichiarato venerdì scorso che sta valutando la possibilità di concedere uno status giuridico ad alcune delle oltre due dozzine di compagnie militari private attive in Russia. Legalmente questi gruppi paramilitari ombra non esistono, il che permette loro di operare parallelamente alle forze armate russe, a volte svolgendo lavori “sporchi” ad alto rischio per l’esercito regolare.

Il numero di compagnie militari private attive in Russia ha continuato a crescere negli ultimi anni, stimolato dalla necessità di arruolare soldati per combattere la guerra in Ucraina e dalla volontà del Cremlino di fare di questi eserciti ombra uno strumento della politica estera russa.

La Russia ha 27 compagnie militari private attive, di cui oltre il 70% create dopo il 2014, secondo Molfar, un sito web ucraino di investigazione e fact-checking.

Il gigante dell’energia Gazprom ha recentemente creato due eserciti privati, noti come Fakel (Torcia) e Plamya (Fiamma). La missione di questi eserciti privati è proteggere i beni dell’azienda all’estero, ma anche sostenere le forze russe in Ucraina. Dal novembre dello scorso anno, anche la Chiesa ortodossa russa finanzia una propria PMC, i cui volontari avrebbero preso parte alla guerra del Cremlino in Ucraina.

“Il numero di PMC potrebbe continuare a crescere, soprattutto dopo la fine della guerra in Ucraina”, ha dichiarato Marcel Plichta, specialista in relazioni internazionali presso l’Università di St Andrews nel Regno Unito ed ex analista del Dipartimento della Difesa statunitense. Per i molti russi mobilitati in prima linea, queste milizie private offrono opportunità di lavoro e permettono loro di continuare a utilizzare le competenze apprese sul campo, ha aggiunto.

Secondo un’indagine pubblicata da Molfar, circa un quarto delle PMC russe opera esclusivamente in Ucraina, mentre una dozzina sono presenti in diversi Paesi del mondo, in particolare in Africa. Il loro ruolo è semplice: difendere gli interessi dei loro leader e quelli del Cremlino. Allo stesso modo, il modello di Wagner consiste nel sequestrare risorse naturali in cambio di missioni di combattimento, addestramento militare e intelligence.

“Wagner è unica rispetto alle altre PMC perché Prigozhin non è solo un capo mercenario, ma un uomo d’affari. In Africa sfrutta le miniere d’oro attraverso le sue società, con i propri dipendenti e il proprio servizio di sicurezza; poi esporta i minerali in altri Paesi. Al momento non ci sono altre milizie con le stesse capacità”, ha sottolineato Plichta.

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