Perchè Usa e Iran si confrontano in Iraq?

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Taylor Adam sul WP ci spiega in dettaglio cosa sta accadendo in Iraq tra Stati Uniti e Iran e perchè l’Iraq è importante per quanto riguarda l’intera regione.

Le tensioni tra gli Stati Uniti e l’Iran sono aumentate per tutto il 2019, ma a Capodanno, hanno assunto un’impennata che hanno visto l’ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad sotto assedio. Che i sostenitori della milizia Han abbiano preso di mira l’ambasciata in Iraq non è stata una sorpresa. Per gli Stati Uniti, che non hanno relazioni diplomatiche con l’Iran, l’Iraq è diventato un punto critico nel suo conflitto regionale con il regime iraniano. Un attacco missilistico venerdì su una base che ospita truppe statunitensi nella città irachena settentrionale di Kirkuk ha ucciso un contractor americano. Gli Stati Uniti hanno incolpato un gruppo appoggiato dagli han per l’attacco e in risposta domenica hanno lanciato attacchi aerei contro le basi lungo il confine con la Siria, utilizzate dal gruppo Kataib Hezbollah, uccidendo 25 membri della milizia e ferendone più di 50. Gli attacchi aerei sono stati condannati non solo da Teheran ma anche da Baghdad, che in una nota ha  dichiarato di essere una violazione della sovranità irachena. Una folla inferocita si è quindi scagliata contro l’Ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad, gridando”Morte all’America”.

Perché gli Stati Uniti e l’Iran sono in contrasto?

L’Iran era uno stretto alleato degli Stati Uniti durante gran parte del regno di Shah Mohammad Reza Pahlavi. Ma Pahlavi fu rovesciato dalla rivoluzione iraniana del 1979 e rimpiazzato con una Repubblica Islamica. A novembre dello stesso anno, i militanti iraniani hanno preso in ostaggio circa 70 americani presso l’ambasciata degli Stati Uniti a Teheran. Molti ostaggi sono stati trattenuti per 444 giorni. Le relazioni dell’Iran con gli Stati Uniti si sono rapidamente deteriorate e da allora sono rimaste tese. In molti sostengono che gli Stati Uniti si intromettono in Medio Oriente in stretta alleanza con Israele e i rivali Paesi sunniti, mentre altri sostengono che l’Iran ha mire espansioniste, desiderosa  di favorire  l’influenza del ramo sciita dell’Islam in tutto il Medio Oriente. Washington e i suoi alleati in Medio Oriente sospettano anche che l’Iran stia cercando di sviluppare un programma di armi nucleari. Al riguardo prolungati negoziati nel corso degli anni  hanno portato a un accordo nel 2015 tra l’Iran e un certo numero di potenze mondiali, compresi gli Stati Uniti, per porre restrizioni al programma nucleare dell’Iran.

Perché sia ​​gli Stati Uniti che l’Iran sono interessati all’Iraq?

L’Iraq è il vicino dell’Iran. Le due nazioni condividono un confine lungo 900 miglia. Storicamente, l’Iraq aveva fatto parte della Persia per centinaia di anni. Circa il 70% della sua popolazione è sciita, con la maggior parte della popolazione rimanente sunnita (in Iran, oltre il 90% della popolazione è sciita), sebbene l’Iran abbia quasi quattro volte il territorio dell’Iraq. Nell’era moderna, i due paesi hanno avuto un rapporto molto teso: il dittatore iracheno Saddam Hussein ha invaso l’Iran nel 1980, provocando una guerra di otto anni che ha causato centinaia di migliaia di morti. Tuttavia, dopo che il governo sunnita dominato di Saddam Hussein venne  rovesciato dall’invasione dell’Iraq guidata dagli Stati Uniti nel 2003, l’Iraq venne dominato da gruppi politici sciiti, alcuni dei quali sono alleati con l’Iran. Gli Stati Uniti sono sempre stati contrari al governo baathista di Saddam Hussein, tuttavia hanno fornito  sostegno all’Iraq durante la sua guerra con l’Iran. Poi l’Iraq nel 1990  ha invaso il Kuwait, alleato americano, ed è dovuta intervenire una  coalizione internazionale che ha poi sconfitto le forze di Saddam nella prima guerra del Golfo.

Il presidente George W. Bush aveva etichettato l’Iraq e l’Iran come Paesi “dell’ asse del male” in un discorso del 2002. L’invasione dell’Iraq nel 2003 estromise Saddam Hussein, ma le truppe statunitensi rimasero nel paese per combattere una violenta insurrezione. Sebbene l’amministrazione del presidente Barack Obama abbia completato il ritiro delle truppe nel 2011, le truppe sono state riassegnate nel paese nel 2014 per combattere lo Stato islamico, guidato da un gruppo estremista sunnita.

Che effetto ha avuto l’ascesa dello Stato Islamico in Siria e Iraq sulle relazioni USA-Iran?

Lo Stato islamico ha le sue origini in Iraq, ma ha assunto rilevanza nella  guerra in Siria, che è iniziata nel 2013 ed è ancora in corso. Al suo apice alla fine del 2014, l’autoproclamato califfato controllava un’area delle dimensioni pari alla  Gran Bretagna e la usava come base per sferrare attacchi al mondo occidentale, a interessi statunitensi e iraniani. L’Iran e gli Stati Uniti hanno quindi appoggiato schieramenti opposti nella guerra siriana. Teheran considerava il presidente siriano Bashar al-Assad come un alleato chiave nella regione, mentre gli Stati Uniti e le altre potenze occidentali sostenevano i ribelli che si opponevano al suo governo. Ma per entrambi, lo Stato islamico era il vero pericolo da debellare. Con gli attacchi aerei statunitensi, nonché l’intervento di forze fedeli all’Iran e ai militari russi, lo Stato islamico è stato sconfitto cedendo  l’ultima parte del suo territorio nel 2019.

Nel frattempo è stato eletto presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.  Il presidente Trump ha assunto una visione sempre più critica nei confronti dell’Iran da quando è entrato in carica nel 2017. La tensione tra gli Stati Uniti e l’Iran ha raggiunto il suo più apice più  alto in Iraq, dove sono dispiegate circa 5.000 truppe statunitensi per aiutare l’Iraq contro lo Stato islamico. Anche le  milizie sciite, molte delle quali alleate con l’Iran, hanno guadagnato molto terreno  durante la guerra  per liberare la Siria dallo Stato islamico.

Quali relazioni ha l’Iran con gruppi in Iraq e Siria?

L’Iran è stato a lungo accusato di gestire una rete di affiliati  in tutto il Medio Oriente, usando milizie sciite e partiti politici per minare governi rivali. Spesso, la natura esatta della sua relazione con questi gruppi, e il livello di autonomia di Teheran, è difficile da valutare, ma è certo che fanno propaganda contro gli Stati Uniti.  In Iraq, ci sono varie milizie sciite. Non tutte si sono formate allo stesso tempo e non hanno interessi identici, ma hanno avuto un crescente peso politico nella  battaglia contro lo Stato islamico, guadagnando quasi un terzo dei seggi nel parlamento iracheno alle elezioni del 2018. Nell’ultimo anno, frequenti attacchi missilistici su basi utilizzate dalle truppe statunitensi in Iraq hanno portato ad aumentare le tensioni. La sorpresa di tutti gli osservatori  è stata la  facilità  con cui, oggi,  i sostenitori di Kataib Hezbollah e di altre milizie sciite sono stati in grado di raggiungere l’ambasciata degli Stati Uniti, che si trova nella sicura “Green area”di Baghdad.

Trump, al riguardo, ha twittato che si aspettava che l’Iraq proteggesse l’ambasciata, e il segretario alla Difesa Mark T. Esper ha invitato l’Iraq a “adempiere alle sue responsabilità internazionali” per proteggere il personale degli Stati Uniti nel paese.

In che modo Trump ha cambiato le relazioni degli Stati Uniti con l’Iran e l’Iraq da quando è entrato in carica?

Trump ha sempre visto con molto sospetto l’accordo nucleare dell’era Obama con l’Iran e sostiene che la precedente amministrazione non aveva fatto abbastanza per ridurre l’influenza iraniana in tutta la regione. Il presidente ha ritirato gli Stati Uniti dall’accordo nel maggio 2018 e ha reintrodotto le sanzioni contro l’Iran. Da allora gli Stati Uniti hanno preso di mira specificamente il leader supremo iraniano Ayatollah Ali Khamenei, una figura religiosa e politica che è il massimo decisore del paese. Ha anche nominato la Guardia rivoluzionaria iraniana come un’organizzazione terroristica. Nonostante la pressione politica ed economica sull’Iran, non vi è oggi alcuna indicazione che il sostegno alle milizie straniere si sia ridotto. L’Iran è accusata  di essere collegato agli attacchi contro una struttura petrolifera saudita, nonché alle petroliere straniere nel Golfo Persico. L’Iran ha anche iniziato ad arricchire e stoccare l’uranio a un livello superiore a quello consentito dal precedente accordo del 2015.

Allo stesso tempo, le tensioni tra gli Stati Uniti e l’Iraq sono aumentate sotto Trump. All’inizio del 2019, il presidente iracheno Barham Salih ha dichiarato che il suo paese avrebbe rifiutato  l’idea “sconcertante” che gli Stati Uniti sarebbero rimasti in Iraq  per “sorvegliare” l’Iran. Il governo iracheno ha sostenuto che gli attacchi aerei di domenica costituiscono  un affronto alla sovranità nazionale e ha messo in discussione l’accordo che consente alle truppe statunitensi di rimanere Iraq. Ma l’influenza dell’Iran in Iraq è anche un punto controverso per molti: mentre migliaia sono scesi in piazza per protestare contro il governo in autunno, alcuni hanno preso di mira gli interessi iraniani, bruciando persino il consolato iraniano a Karbala all’inizio di novembre. In un tweet, all’epoca, Trump ha fatto appello agli iracheni che erano stanchi dell’influenza iraniana, dicendo: “A quei milioni di persone in Iraq che vogliono la libertà e che non vogliono essere dominate e controllate dall’Iran, questo è il momento!”

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