L’Italia manda altre armi all’Ucraina, lista secretata ma i russi mostrano un mortaio italiano Milan

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Nell’audizione del ministro della Difesa Lorenzo Guerini al Copasir – Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica – si sono “condivisi i contenuti del secondo Decreto interministeriale che autorizza la cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari alle Autorita’ governative dell’Ucraina, sui quali il Comitato ha convenuto con il Governo nella apposizione del vincolo di segretezza, e gli esiti della riunione svoltasi nella base americana di Ramstein in Germania lo scorso 26 aprile con la partecipazione dei Paesi alleati nel sostegno al governo di Kiev“. A renderlo noto il presidente del Copasir Adolfo Urso.

Nel corso dell’audizione, durata oltre due ore, il ministro Guerini ha aggiornato il Comitato in merito al conflitto in corso tra Russia e Ucraina e i suoi possibili riflessi sulla sicurezza nazionale, in un clima di proficuo confronto tra organi istituzionali, ha rimarcato Urso. Le polemiche sulla scelta del governo non si placano. La Lega è insofferente: “Più armiamo una parte più la pace si allontana. Spero che il mese di maggio, che è il mese della Madonna, porti la pace“, afferma Matteo Salvini. Poi Salvini ha detto “è giusto, che il presidente del Consiglio e il ministro della Difesa vengano in Parlamento e che ci sia un chiarimento”.

Ieri è stato quindi pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto per “l’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari alle Autorita’ governative dell’Ucraina”. Il provvedimento e’ firmato dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, di concerto con i ministri degli Esteri, Luigi Di Maio e dell’Economia, Daniele Franco. Il testo, in tre articoli, contiene un allegato con l’elenco del materiale da inviare di cui, si legge, si “omette la pubblicazione in quanto documento classificato”. E’ la legge 28 del 5 aprile 2022, che autorizza fino al 31 dicembre 2022, “previo atto di indirizzo delle Camere”, “la cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorita’ governative dell’Ucraina, in deroga alle disposizioni di cui alla legge 9 luglio 1990, n. 185, agli articoli 310 e 311 del codice dell’ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e alle connesse disposizioni attuative”.

Lo Stato Maggiore della Difesa ha elaborato un documento classificato che contiene “la tipologia, il numero e i costi dei mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari oggetto di cessione” all’Ucraina. Il provvedimento e’ stato adottato tenendo conto delle risoluzioni di Camera e Senato dello scorso 1 marzo, con cui il Parlamento ha impegnato il Governo, fra l’altro, “ad assicurare sostegno e solidarieta’ al popolo ucraino”, “tenendo costantemente informato il Parlamento e in modo coordinato con gli altri Paesi europei e alleati” con la “cessione di apparati e strumenti militari che consentano all’Ucraina di esercitare il diritto alla legittima difesa e di proteggere la sua popolazione”.

I mezzi, i materiali e gli equipaggiamenti sono ceduti “a titolo non oneroso per la parte ricevente” e, indica il decreto, “lo Stato maggiore della difesa e’ autorizzato ad adottare le procedure piu’ rapide per assicurare la tempestiva consegna“. Di solito i cargo militari partono dalla base aerea di Pratica di Mare e di Pisa.

I russi trovano armi italiane in Ucraina

La foto divulgata da Mosca mostra un mortaio da 120 millimetri con impressa la scritta in italiano, secondo i manuali, la bomba a frammentazione sparge schegge in un’area di 100-150 metri e arriva a una distanza di 4.750 metri.

Come scrive La Repubblica, il nostro Esercito ha a disposizione due tipi di mortaio da 120 millimetri: uno moderno a canna rigata, di produzione francese e uno a canna liscia, risalente agli anni Ottanta e tolto dal servizio da un ventennio. Parliamo del “modello 63”, quello nella foto in alto, scattata nel Donbass.

L’Italia, a quanto pare, avrebbe fornito equipaggiamenti datati come i missili controcarro Milan, i mortai modello 63 e le mitragliatrici Mg42.

Nella stessa postazione dove hanno catturato i proiettili da mortaio italiani, i russi hanno preso due lanciamissili Milan. In un video appena messo in rete mostra una squadra ucraina che usa un Milan per distruggere un tank russo a grande distanza. In altri filmati ci sono soldati di Kiev che provano le mitragliatrici Mg42 e Browning.

Video trovato in rete in modalità open source

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