Mediterraneo sempre più caldo, lambito dalle navi militari di Mosca

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Le forze di sicurezza ucraine hanno  arrestato presunti agenti operativi russi che stavano preparando una sommossa nella capitale per destabilizzare la situazione. Lunedì 14 febbraio la Duma si pronuncerà, invece, sul riconoscimento delle Repubbliche di Donetsk e Luhanskcome Stati indipendenti. 

Nel frattempo, sei navi da guerra russe, partite a gennaio dai porti di Severomorsk, sul Mare di Barents, e di Baltijsk, mare Baltico, sono in navigazione nel Mediterraneo, in acque internazionali al largo della Sicilia. 

La flotta non viola la sovranità degli Stati rivieraschi, precisa in una nota lo Stato Maggiore della Difesa italiana,  né le forze Nato né la formazione navale russa hanno posto in essere comportamenti o volontà escalatorie“. 

Mosca  aveva già annunciato giorni fa che una flotta senza precedenti si sarebbe concentrata nel Mediterraneo. Dal Baltico sono, pertanto,  in arrivo sei navi per operazioni da sbarco: possono trasportare sulla spiaggia 60 tank e 1.800 fanti, proteggendoli con cannoni e razzi. Se raggiungessero il Mar Nero, potrebbero offrire ai russi la capacità di assaltare le coste ucraine, completando così l’accerchiamento pure sul litorale. Così facendo la morsa militare stringerebbe tutti i confini di Kiev, salvo quelli occidentali. Quattro sono le unità del Cremlino: il caccia Grigorivich e tre 9 fregate classe Burya, dotate di missili ipersonici  a lungo raggio Kalibr. Mentre sono tre i sottomarini d’attacco russi impiegati, i Kilo, con motori estremamente silenziosi in grado di eludere facilmente i sonar della Nato.

Il Pentagono, invece, ha inviato  nel Mediterraneo la portaerei Truman per sostenere la VI Flotta, scortata da un incrociatore, quattro caccia e una fregata norvegese. Le forze Usa, completamente autonome, sono in grado di sostenere attacchi in Ucraina con settanta aerei, con un semplice ordine della Casa Bianca, senza il supporto o il parere degli Alleati.

Washington ha poi pubblicizzato su un profilo twitter istituzionale uno dei suoi sottomarini nucleari a largo di Cipro, l’Uss Georgia con a bordo  154 missili cruise. Sono previste, nei prossimi giorni, pertanto, due imponenti esercitazioni tra la Grecia e il Libano. Da una parte ci saranno  navi russe dall’altra navi impegnate nell’esercitazione Nato “Neptune Strike”. A seguire ne comincerà un’altra: la “Mission Clemenceau 22” a guida francese, sempre nel Mediterraneo Orientale e con addirittura tre portaerei: la Truman, la De Gaulle e l’italiana Cavour. La Cavour rappresenta uno dei tanti fiori all’occhiello delle nostre forze armate, in grado di schierare sul suo ponte i modernissimi velivoli di quinta generazione F35-B, in un gruppo interforze, costituito da velivoli della Marina e dell’Aeronautica Militare. 

Le operazioni russe ai confini con l’Ucraina

Nel frattempo i russi stanco continuano ad ammassare truppe ai confini con l’Ucraina, a rivelarlo la sottosegretaria agli Esteri Usa, Victoria Nuland: “Vediamo aumentare la pressione. In Bielorussia sono ora presenti 30mila soldati di Mosca”

Ieri il Segretario della Nato, Jens Stoltenberg,  ha confermato l’incremento dello spiegamento :”la Russia sta spostando non solo la fanteria, ma anche artiglieria pesante, batterie di missili, aerei, elicotteri”.

Consiglio di Sicurezza dell’Onu

Sempre ieri a New York c’è stata la  riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu su richiesta degli Stati Uniti, dove il presidente Joe Biden ha detto che è stata necessaria la convocazione per convincere il mondo a parlare con una sola voce. L’ambasciatore russo, Vasily Nebenzia  ha cercato di bloccare la seduta, sostenuto dalla Cina,  ma è stato respinto da 10 rappresentanti su 15 del Consiglio. 

Nebenzia ha quindi  accusato gli Usa di “diffondere l’isteria nel mondo, dopo aver insediato a Kiev un governo di russofobi, nazionalisti, radicali, veri nazisti”. La rappresentante americana, Linda Thomas-Greenfield, ha duramente controbattuto: “la Russia sta fabbricando un pretesto per aggredire l’Ucraina”

Oggi, comunque,  Antony Blinken e Sergei Lavrov, ministri degli Esteri di Usa e Russia, si sentiranno al telefono, mentre il premier britannico Boris Johnson volerà a Kiev per incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky per poi sentire Vladimir Putin

Usa ed Europa intanto hanno pronta una lista di personalità russe vicine a Vladimir Putin da colpire con sanzioni economiche in caso di invasione .

Mediterraneo sempre più caldo, lambito dalle navi militari di Mosca

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