L’escalation è dietro l’angolo. Sull’utilizzo delle armi contro la Russia i paesi vanno in ordine sparso

di Emanuela Ricci

Non è un momento facile, dietro l’angolo, non molto lontano, i segnali di una possibile escalation ci sono tutti. Il presidente francese Emmanuel Macron, in visita ufficiale in Germania, in un comunicato congiunto con il paritetico Scholz, sostiene l’iniziativa lanciata dal capo della NATO Jens Stoltenberg di utilizzare le armi occidentali per colpire obiettivi strategici militari in Russia. La promessa di Macron è che non saranno colpiti obiettivi civili. Fa sorridere l’affermazione del presidente francese che parla come se fosse lui il capo delle operazioni militari contro la Russia. La linea del Segretario Generale della NATO è chiara anche se ha lasciato a ogni Paese membro, fornitore di armi, di deciderne l’utilizzo. Sulla stessa linea il commissario UE Borrel. L’Italia, almeno per una volta, risulta invece coesa: tutti i partiti, governo in testa, sono fermamente contrari all’utilizzo di armi italiane contro i territori russi. Anche gli Usa, tramite il portavoce del Consiglio per la Sicurezza nazionale John Kirby fanno sapere di non aver autorizzato l’utilizzo di armi americane per colpire in Russia. Una dichiarazione importante perchè i militari ucraini hanno ricevuto, di recente, missili americani Atacms, in grado di colpire bersagli a 300 chilometri di distanza. Altro aspetto che preoccupa è la presenza di presunti istruttori militari (francesi e inglesi) in Ucraina che, a dire di Putin, potrebbero essere colpiti a morte dalla potenza di fuoco dell’esercito russo. Cosa accadrebbe semmai fossero ammazzati a decine?

Immediata la risposta di Putin alle affermazioni dei leader appena citati. La dirigenza Nato “deve capire con cosa sta giocando”. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin dopo la proposta del segretario dell’Alleanza Jens Stoltenberg sull’uso da parte di Kiev di missili forniti da paesi occidentali per colpire la Russia. Putin ha poi sostenuto che il capo della Nato soffra di demenza: “Lo ricordo quando era primo ministro e ancora non soffriva di demenza”.  

La costante escalation della situazione in Ucraina da parte dei paesi occidentali – ha proseguito – potrebbe avere conseguenze, basti ricordare la parità nucleare tra Russia e Usa”, il possibile ingresso di truppe Nato in Ucraina sarebbe “un altro passo verso il conflitto in Europa e una guerra globale“. Intanto, “la Russia monitora le dichiarazioni della Nato e ha iniziato a creare una zona di sicurezza” vicino Kharkiv di cui l’Ucraina “è stata avvisata“. Il presidente russo ha aggiunto che gli armamenti di alta precisione forniti dall’Occidente all’Ucraina sono a suo dire azionati da “istruttori sotto le spoglie di mercenari“. Ma la Russia farà “ciò che ritiene opportuno, indipendentemente da chi si trova sul territorio dell’Ucraina“. Infine, Putin è tornato sulla questione della legittimità dell’omologo ucraino, Volodymyr Zelensky, dopo il rinvio delle presidenziali in Ucraina per via del persistere della legge marziale. Con la legge marziale, ha detto Putin in conferenza stampa dall’Uzbekistan, “la Costituzione dell’Ucraina prevede l’estensione dei poteri ma solo della Rada (il Parlamento ndr) mentre non si dice nulla dei poteri del capo dello Stato“. Allo stesso tempo, ha continuato il leader del Cremlino, “nella legislazione ucraina esiste una norma secondo la quale, nella situazione attuale, i poteri del capo di Stato sono trasferiti al presidente della Rada“. “È necessaria un’analisi approfondita” sulla legittimità del governo ucraino, ha quindi dichiarato Putin, che si è anche detto pronto a riprendere i negoziati per la pace in Ucraina sulla base della bozza di Istanbul del 2022.

Macron sulla conferenza di pace in Svizzera: “C’è una conferenza in Svizzera sulla pace. Non è possibile una pace senza trattative. Ci sono anche falsi pacifisti. Putin potrebbe essere anche lui per la pace ma viene imposta solo con la violenza. E invece per noi si può avere la pace  soltanto con il rispetto del diritto internazionale”, ha detto inoltre Emmanuel Macron. “Noi siamo per le trattative e per il fatto che tutte e due le parti siano disposte a negoziare e ci siano le condizioni per farlo. Non è ancora il momento giusto. Ma con il nostro contributo nel sostenere l’Ucraina faremo in modo che si possano difendere e che  possano alla fine negoziare“. 

La nostra politica non cambia: non vogliamo attacchi all’interno del territorio russo da parte dell’Ucraina“.  Lo ha detto il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale americana, John Kirby, in un briefing con la stampa. La Casa Bianca respinge al mittente anche la richiesta di Kiev di porre fine alle restrizioni sull’utilizzo di armi fornite dagli Stati Uniti per colpire il territorio russo. “Non c’è alcun cambiamento nella nostra politica su questo punto. Non incoraggiamo né consentiamo l’utilizzo di armi fornite dagli Stati Uniti per colpire all’interno della Russia”, ha detto in un briefing John Kirby. 

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