La Turchia si prende la scena: risolve il dossier del grano ucraino ed incontra Putin a Teheran nel gruppo di Astana

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Il dossier sul grano ucraino potrebbe essere risolto a breve, a confermarlo il ministro della Difesa turco Hulusi Akar: “questione di giorni e ci sarà un nuovo incontro, l’occasione per definire i dettagli e rivedere i punti su cui un accordo è stato già raggiunto”.

E’ importante che l’accordo sia raggiunto il prima possibile per evitare il deterioramento delle 35 tonnellate di grano conservato nei silos ucraini. L’accelerazione grazie all’intervento diretto delle Nazioni unite con il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres che all’incontro di Instanbul, da remoto, ha parlato di un barlume di speranza per alleviare la fame nel mondo e innumerevoli sofferenze, annunciando che si ridurrà le vacanze per volare in Turchia al momento della firma.

La Turchia sarà il garante militare dell’operazione mentre l’Onu garantirà che il 50% del grano sbloccato sarà destinato a progetti Onu del World Food Program nell’Africa Subsahariana.

L’accordo prevede che i cargo dovrebbero partire da Odessa, per proseguire lungo le acque territoriali romene e poi, via stretto del Bosforo, prendere il largo verso porti in giro per il mondo.

La sicurezza delle navi cariche del prezioso frumento sarà garantita da un centro di coordinamento tra marine militari con sede ad Istanbul.

La marina militare turca si è offerta di scortare le navi durante tutta la loro navigazione sia in acque interne che in quelle internazionali, garantendo anche ispezioni congiunte con le forze che le Nazioni Unite metteranno in campo, per evitare che le navi cargo in ingresso nel Mar d’Azov, possano far entrare armi in Ucraina.

L’Ucraina, dal canto suo, garantirà uno stretto corridoio marittimo, libero dalle mine che consenta il traffico commerciale e che, contemporaneamente, impedisca alla Marina militare russa di insidiare le sue coste. L’Isola dei Serpenti è tornata sotto il controllo ucraino, ma la flotta russa è a poche miglia dalla Crimea ed i suoi sottomarini continuano a navigare entro le acque territoriali di Kiev.

Nel frattempo i campi di grano ucraini sono in fiamme. L’esercito russo starebbe volontariamente distruggendo i raccolti nella regione di Kherson impedendo anche lo spegnimento degli incendi nei campi, afferma SergiyBratchuk, governatore militare di Odessa.

Oltre agli incendi che stanno distruggendo i campi di grano in Ucraina c’è la questione del grano sottratto dai russi nei silos ucraini che poi viene trasportato via mare da navi cargo di Mosca verso porti sparsi in tutti il mondo. E’ importante stabilire quante tonnellate sono state sottratte.

Il Gruppo di Astana si incontra a Teheran

Nel frattempo Vladimir Putin, il suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan si incontrano in Iran a Teheran per parlare della Siria. L’incontro in Iran per mostare al mondo la convergenza di Putin verso il Paese degli Ayatollah sia per questioni di approvvigionamenti militari (droni) sia per favorire un corridoio sicuro al commercio russo verso l’India. Ieri l’entourage degli Ayatollah, probabilmente rinvigorito dall’attenzione russa, ha annunciato al mondo che l’Iran ha raggiunto le capacità tecniche per realizzare una bomba nucleare. L’annuncio, probabilmente, in risposta alla rassicurazione del presidente americano Joe Biden fatta ai Paesi mediorientali: “impedirò all’Iran, con qualunque mezzo in mio potere, anche la forza come ultima opzione, di acquisire armi nucleari”.

Putin ed Erdogan incontreranno la guida spirituale iraniana, Ali Khamenei, ed il presidente iraniano Ebrahim Raisi e parleranno della crisi siriana, in qualità di componenti dell’ormai noto gruppo di Astana.

La guerra imperversa in Ucraina mentre Zelensky fa un repulisti di suoi funzionari infedeli

In Ucraina la guerra sembra non arrestare: in Donbass le forze russe avanzano lentamente ma gradualmente. Il presidente Volodymyr Zelensky, invece, ha avviato un “repulisti” nei confronti di importanti membri del suo entourage accusati di tradimento. Negli ultimi due giorni il presidente ucraino ha rimosso dai loro incarichi il capo del servizio di sicurezza, Sbu Ivan Bakanov, ed il procuratore generale, IrynaVenediktova. Si tratterebbe, come ha spiegato il consigliere dell’Ufficio del presidente Andrly Smimov, di una sospensione temporanea. Ma l’accusa è molto grave: eventuali responsabilità nei crimini contro la sicurezza nazionale ed un possibile collegamento con i servizi speciali russi.

Zelensky, al riguardo, ha tracciato un quadro inquietante: “a oggi sono stati registrati 651 procedimenti penali riguardanti alto tradimento e attività di collaborazione di dipendenti di procure, organi di indagine preliminare e altre forze dell’ordine. In particolare, più di 60 dipendenti della Procura e del Servizio di sicurezza sono rimasti nel territorio occupato e stanno lavorando contro il nostro paese“.

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